sabato 4 maggio 2019

I martitri massoni delle Fosse Ardeatine un volume di ricerca storica di Francesco Guida



Per la prima volta vengono riesumate dal buio della memoria le singole biografie di venti vittime, delle Fosse Ardeatine, di cui la maggior parte sconosciute. Storie personali unite da due fili, la massoneria ed il martirio. Un microcosmo in cui erano rappresentate le varie geografie politiche e regionali italiane, ed i diversi modi di vivere l'esperienza massonica. Una necessaria premessa rivela e spiega che anche in Italia, come in Francia, è esistita una Resistenza dei massoni non solo a Roma ma nei vari territori del Regno, nonostante il lungo "sonno" delle istituzioni massoniche. Una pagina nuova della storia resistenziale italiana, che apre nuovi scenari di ricerca non meno interessanti di quelli già noti, e che aiuta a comprendere la genesi post-bellica di un¹istituzione da sempre oggetto di polemiche.

Francesco Guida (Taranto, 1956) dopo trent'anni di professione forense si dedica a tempo pieno alla ricerca storica ed all'impegno pratico nell'associazionismo laico. Dopo collaborazioni in periodici (Agorà, Nea Agorà, Hiram, la Voce del Popolo) ha pubblicato i saggi: "La Massoneria tarantina dal dopoguerra al 1960" in "Taranto, dagli ulivi agli altiforni" Taranto 2007, "La massoneria tarantina nella Gran-de Guerra" in "1915-1918. La Guerra a Taranto e nel suo Distretto", Manduria 2016; "Evangelizzazione e promozione umana in Giovan Battista Gagliardo, prete illuminista del Settecento" in Risorgimento e Terra d'Otranto, Taranto 2019, in pubblicazione; la monografia: "Placido Martini. Socialista, massone, partigiano", Firenze 2016.

domenica 28 aprile 2019

Cerimonia di Commemorazione del Genocidio Armeno 2019 a Bari

Foto ricordo del 24 aprile 2019 a Bari. ©Daniela Ciriello  














L'Associazione è presieduta dall'imprenditore armeno-barese Rupen Timurian,  vice presidente è il prof. Kegham J. Boloyan, docente di lingua e Letteratura Araba all'Università del Salento (Lecce). Segretario è il prof. Carlo Coppola docente italiano, di cittadinanza  italiana e armena.


il Presidente Rupen Timurian depone una rosa sul Khachkar ©Daniela Ciriello  

Il 104° anniversario del Genocidio Armeno è stato ricordato dai membri dell'Associazione Armeni Apulia, con una cerimonia sobria ma molto partecipata. Ad essa sono intervenute persone di diversa nazionalità: italiani, armeni, siriani, rumeni, georgiani-armeni e Italiani di Levante.






una rappresentanza femminile dell'Associazione Armeni Apulia


L'evento si è svolto davanti al Khachkar di Bari, simbolo della presenza armena a Bari, che è stato realizzato e scolpito nel 2003 dall'architetto e professore Ashot Grigoryan, fondatore e direttore di National museum-institute of architecture after Alexander Tamanyan di Yerevan.

Durante la cerimonia sono state lette preghiere e poesie in italiano e armeno. Sono stati recitati Salmi biblici e poesie di Hamo Sayan, Paruyr Sevak. Sono state intonati canti di Komitas e l'inno della città di Yerevan "Erevan-Erebuni". Al termine della cerimonia sono stati letti versi del poeta Hrand Nazariantz, candidato al Premio Nobel per la letteratura, vissuto a Bari dal 1913 al 1962.



sabato 20 aprile 2019

Si è costituita a Bari l' Associazione Armeni Apulia






Il 13 aprile 2019 su proposta dei signori Rupen Timurian, Kegham J. Boloyan e Carlo Coppola si è costituita l' Associazione Armeni Apulia


L'Associazione Armeni Apulia persegue gli SCOPI e le Finalità riportate di seguito:


1) L’associazione è apartitica; non ha scopo di arricchimento patrimoniale personale e si costituisce attraverso l’aggregazione di forze intellettuali e dall’opera volontaria di soggetti liberi ed operanti per il Bene, la Diffusione e la Protezione della Cultura del Popolo Armeno.


2) L’associazione mantiene equidistanza dalle diverse confessioni religiose, nel rispetto dei principi morali e degli indirizzi culturali del popolo Armeno, pur nella possibilità di organizzare o partecipare ad incontri, dibattiti o cerimonie pubbliche nelle quali siano presenti esponenti delle diverse confessioni religiose. 


3) L'Associazione persegue i seguenti scopi:


a) diffondere la conoscenza dei valori del popolo armeno;

b) ampliare la conoscenza della cultura del popolo armeno in ogni sua forma (letteraria, artistica, musicale, visiva, culinaria ecc…);

c) allargare gli orizzonti didattici di educatori, insegnanti ed operatori sociali e culturali riguardo alla cultura del popolo armeno in ogni sua forma e componente.


4) Per il reggimento dei propri scopi l'associazione promuove varie attività in particolare:

a) culturali: mostre, convegni, dibattiti, seminari, proiezioni di film, corsi attinenti agli scopi associativi, partecipazioni a festival;
b) formazione e aggiornamento teorico pratico per educatori, insegnanti, operatori sociali e culturali, attraverso l'istituzione di gruppi di studio ricerca, anche in collaborazione con altri enti ed associazioni.



L'organigramma dell'Associazione è così composto:


Consiglio Direttivo:

1) Rupen Timurian - presidente
2) Kegham J. Boloyan - vice presidente
3) Carlo Coppola - segretario
4) Tito Quaranta - tesoriere
5) Astrigh De Tommasi - consigliere
6) Simona Dobrescu - consigliere
7) Nellina Guarnieri - consigliere
8) Mariam Siranusc Quaranta - consigliere
9) Angela Maria Rutigliano - consigliere

Collegio dei Probi Viri:

1) Diran De Tommasi
2) Piero Fabris
3) Francesco Laricchia


Ufficio Comunicazione:
1) Daniela Ciriello (fotografia)
2) Domenico Marazia (audio-video)

venerdì 19 aprile 2019

Ashot Grigoryan ha ricevuto la Medaglia d'Oro "Architetto Momik" dal Comitato per lo Sviluppo urbano della Repubblica Armena


Vahagn Vermishyan, presidente Urban Development Committee della Repubblica di Armenia ha assegnato la Medaglia d'Oro "Architetto Mimik" al famoso architetto, dottore in architettura e professore associato Ashot Grigoryan.

saggio sulle abitazioni a pianta circolare in Italia e in Armenia
Ashot Grigoryan è stato fondatore nel 1990 del National museum-institute of architecture after Alexander Tamanyan dirigendolo fino al 2016.  Attualmente il prof. Grigoryan ricopre l'incarico di segretario scientifico dello stesso museo. 
Tra le numerose pubblicazioni del prof. Grigoryan ricordiamo:
- "I paralleli Italo-Armeni nell'Architettura delle case abitabili a pianta circolare", con particolare riferimento ai trulli di Alberobello in Puglia. - "Léon Gurekian Architect", catalogo della mostra tenuta a Yeravan nel 2015. - "The Pallians: A Treasure Garden of Armenian Nation" del 2017. Un corposo studio sulla famosa famiglia Balian architetti armeni alla corte dei sultani di Costantinopoli. tra gli altri scritti ricordiamo in lingua armena:  -"Pensiero simbolico nell'architettura armena", Yerevan, 2005  - il manuale di "Istruzione professionale", Yerevan 2007, - "La mia casa è una parte della natura", Yerevan 2011, -"Composizioni antropogeniche", Yerevan  2012,
volume sugli architetti Balian di Costantinopoli
Abbiamo incontrato con piacere il prof. Grigoryan, sia a Yerevan che a Bari. Nella nostra città egli è stato progettista e realizzatore dello splendido Khachkar posto sul lungomare di Bari, simbolo della sofferenza e della rinascita del popolo armeno, che ammiriamo ormai frequentemente, sia dal vivo che in molte fotografie che riguardano la presenza armena a Bari.  Ad questo splendido monumento si aggiunge anche un progetto non ancora realizzato per un monumento funebre al nostro poeta Hrand Nazariantz.

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