giovedì 19 febbraio 2015

"PAOLO LEGA" un saggio di Giuseppe Galzerano

Disegno raffigurante l'attentato all'on. Francesco Crispi compiuto dall'anarchico Paolo Lega

Paolo Lega di Giuseppe Galzerano
Galzerano Editore, 2014, cartonato con sovraccoperta, pp. 1248 con foto a colori, €. 50,00


Ritratto Autografo dell'On. Francesco Crispi
A Roma il 16 giugno 1894, in via Gregoriana, Paolo Lega spara due colpi di pistola - andati a vuoto - contro il Presidente del Consiglio, on. Francesco Crispi che, in carrozza, si reca al Parlamento. Viene arrestato e torturato. In tasca ha appena trenta lire (pari a centotrentadue euro). 
Processato il 19 luglio, basta una sola udienza per condannarlo a 20 anni e 17 giorni di carcere, che sconta in una colonia penale sarda, dove muore (avvelenato, secondo una testimonianza di Luigi Galleani, riferita da Emidio Recchioni) il 2 settembre 1896. 
Scatta una durissima repressione: Crispi e la monarchia approfittano dell’attentato per far votare dal parlamento le famigerate leggi speciali e colpire il movimento anarchico, socialista e repubblicano, con la riduzione della libertà e l’istituzione del domicilio coatto. Tra Bologna, Ancona, Firenze, sono arrestate quindici persone con l’accusa di complicità nell’attentato. 
Molti erano della provincia di Ravenna, «colpevoli» solo di aver incontrato per caso Paolo Lega nel suo viaggio a piedi da Bologna a Falconara e di avergli offerto un tozzo di pane o un bicchiere d’acqua. Tra gli arrestati il conte e poeta anarchico Domenico Francolini di Rimini. A Firenze, Francesco Pezzi e Luigia Minguzzi, marito e moglie. Ad Ancona, Emidio Recchioni… Processati, dopo un anno e mezzo di carcere, sono assolti, ma vengono assegnati al domicilio coatto e il volume segue minuziosamente gli arresti, l’istruttoria e il «processone». Una storia lunga, documentata e sconosciuta dell’altra Italia, dell’Italia ribelle e sovversiva dell’Ottocento. Un libro da leggere e da regalare. Un volume “monumentale” di 1248 pagine con foto a colori (nel formato cm 17x24, oltre due kg di peso).




Prefazione


Caricatura raffigurante l'on. Crispi
circolante su giornali di parte avversa
Parte I: L'attentato - I «precedenti» dell’attentatore - Lugo: città sovversiva - «Io sono Crispi»: attentatore e tiranno con tre mogli - La solidarietà della Camera e del paese - Indagini e perquisizioni - Apologia, solidarietà e arresti - Tre leggi per imbavagliare gli italiani - L'istruttoria - Il processo.

Parte II: «Complici»: arresti e interrogatori - Istruttoria i «complici» - Il «processone» - Carcere, morte, ricordo.

Appendice: «Senza ombra di reato» - Documenti: Un manifesto da Londra - Documenti: Biografie della questura - Dizionario biografico: Avvocati, compagni e «complici» - Fonti archivistiche - Bibliografia - Indice dei nomi - Indice dei luoghi - Foto (68).

Altre notizie - A quindici anni, Paolo Lega, nato a Lugo (Ra) nel 1868, è repubblicano e qualche anno dopo diventa socialista anarchico. A Genova, dove lavora come falegname, nel 1892 pubblica il numero unico «Primo Maggio» ed è arrestato e rimpatriato a Lugo. Le continue persecuzioni della polizia causano la morte del padre, il calzolaio Giuseppe. Trovato - durante una perquisizione domiciliare - in possesso di un coltello di casa, viene condannato a quarantacinque giorni di carcere, ma gliene fanno scontare arbitrariamente sessanta! Forse per... simpatia.
Le continue persecuzioni gli fanno maturare l'idea di attentare alla vita del Presidente del Consiglio, l’on. Francesco Crispi, che da repubblicano era diventato ultramonarchico. Il 30 maggio 1894 parte da Bologna per Roma, andando a piedi fino a Falconara.
Il volume ricostruisce anche la vita privata e politica del politico siciliano Francesco Crispi che rinnega Giuseppe Mazzini e la repubblica e documenta - con precise e inoppugnabili testimonianze - il suo passato di attentatore e la sua partecipazione all’attentato contro Napoleone III (Parigi, 14 gennaio 1858), il fatto di avere tre mogli, soffermandosi a lungo su Rosalie Montmasson, che fu l’unica donna che seguì i Mille di Giuseppe Garibaldi. 
L'opera ricostruisce il lungo e interessante dibattito parlamentare - svoltosi dal 3 al 19 luglio 1894 - per l’approvazione delle leggi speciali. 
Vengono trascritte le pagine del diario e le lettere d'amore e di rabbia inviate dalla contessa Costanza Lettimi di Rimini al marito, il poeta e conte anarchico Domenico Francolini, rinchiuso nel carcere di Regina Coeli di Roma, accusato - innocentemente, come gli altri - di complicità nell’attentato.