giovedì 27 dicembre 2012

Buongiorno, Buonanotte di Carlo Coppola


                                                                                                                 
ad Aldo Moro
Quando lo Stato si fece sopraffare dalle cose
quando il fascismo delle anime incolte
allo spergiuro violò l'uomo sacro
alla sacralità dell'uomo.

Non fu mio nonno
non fu mio padre
ma forse fui io stesso, stremato.

Guardando la mia morte, piansi
guardando la mia vita, finita,
piansi quella infinita.

Ora che la speranza cedette il passo
al segno occulto.
Preso, trasformato,
trasfigurato, consustanziato.

Quanti pianti di fronte al Santissimo,
tutta l'Eucaristia vissuta tutta
sulla pelle con fervore più vivo
con sentimenti di Fede, di Speranza, di Carità.

Dove sono finiti tutti!

Afflizione etica ed estetica
E'sempre lo stesso film, solo a frammenti

Gli avieri che sparano precisi
ed allora fui stato, sono e che sarò.

Altro non v'è se non il richiamo del sangue,

verso un più bel giorno,
per un'oscura notte!