venerdì 9 novembre 2012

Difendiamo l'identità meridionale!




" Napole Napole, donna bella,
 l'he perduta la chianella...
 La chianella, la corona, al re di Francia e d'Aragona,
 La chianella, la fantasia, al re di Spagna e di Turchia. 
Napole Napole, donna bella, senza chianella...
 Napole Napole, bella sirena, la luna chiena, la luna nova,
Ogni soldato ci fa la prova... "

 (dal "Coro dei Soldati", Nuova Compagnia Di Canto Popolare, "La Gatta Cenerentola", 1976)



 Anche la Lega ammette che Donatella Galli, madre di due figli, nella sua pagina di Facebook ha scritto le frasi «Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili», accanto all’immagine di un’Italia priva del Sud trovata in rete.

 E sottolinea che la Galli ha agito con molta leggerezza, con luoghi comuni sui vulcani, inammissibili soprattutto per un amministratore pubblico. Insieme all’azione penale l’avvocato Angelo Pisani annuncia anche una maxi causa civile ed una richiesta risarcitoria a tutela dei diritti personali e d'immagine dei napoletani.
Ci hanno unito allo Stato Piemontese con una falsa Unità d'Italia e poi da un essere del genere ci dobbiamo anche far offendere?
 Ma da dove viene? Chi è? 
e soprattutto perché la fanno ancora parlare?  La tizia si fa troppi spritz, manda giù troppi grappini? Lei vive in un posto che fa schifo anche ai cani, dove non si conosce la luce del sole, dove i vicini di casa ammazzano altri vicini, bambini di pochi mesi e le nonne.... 
Ma di chi o soprattutto di quale essere antropomorfe stiamo parlando? 
E' un sogno orrendo una vergogna assoluta, una situazione da marciapiede, perché Cesare Lombroso non studia questa gente? 
 Ah, già, è morto, non può studiare più nulla, semmai abbia studiato qualcosa! Nessuna vagonata di letame basterà mai a sotterrare questa donna, se appartiene alla Razza Umana, al genere femminile, senza offesa al "genere", al sesso, e al numero. 

 Bacco amò le colline del Vesuvio più di quelle native di Nis e persino Cristo pianse di meraviglia alla vista del Golfo di Napoli; lacrime versate invano, quel vino frutto di quella passione e amore divini è oggi “lacrime amare”.