martedì 20 novembre 2012

Docenti e discenti insieme per il Flash Mob in piazza ad Acquaviva Delle Fonti


Per un’ora il 22 novembre dalle 16.30 vicino alla cassa armonica, i professori e gli studenti dei Licei “Leonardo – Platone” di Cassano delle Murge, dei Licei “Canudo – Marone” di Gioia e dell’ITC “Colamonico” di Acquaviva daranno vita alla pacifica e singolare dimostrazione per dire “no” alle politiche del ministero che continuano a colpire la scuola.
Attraverso il flash mob la scuola esce dai luoghi istituzionali per informare e sensibilizzare i cittadini alle politiche sulla scuola che nulla hanno a che fare con crescita, formazione, merito,  ricerca, democrazia e cultura.
Le ragioni del “No” sono tante, si va dal bloccato ancora una volta del pagamento degli scatti di anzianità, alla cancellazione di circa 30 mila cattedre tra “spezzoni orario” e posti di sostegno, dopo la già pesante cancellazione di 87 mila posti in organico di diritto su tutto il territorio nazionale. Tale scelta del Ministro Profumo determinerà non solo il venir meno di decine di migliaia di contratti per i docenti precari altamente formati, ma anche la perdita di docenti di ruolo che saranno in probabile esubero. Lo scenario palesato nella scuola comporterà un’inevitabile dequalificazione della didattica. Le scuole dicono “no” anche  alla ex legge Aprea il D.D.L 953, che cancella la “Scuola della Costituzione”. Il disegno di legge che apre alla privatizzazione della scuola, è un vero e proprio progetto di riforma degli organi collegiali che ha lo scopo di inserire nella scuola finanziatori privati con un’inevitabilmente una “contaminazione” del piano dell’Offerta Formativa.

Il flash – mob, alla vigilia dello sciopero generale della scuola di sabato prossimo, è anche per dissentire alle scelte del ministro Francesco Profumo di riconvertire sul sostegno quei docenti in esubero e la “deportazione” di quegli insegnanti inidonei in ruoli amministrativi, come dettato dalla spending review. Col provvedimento del Governo Monti si lede la dignità dei lavoratori e si affossa il tanto evocato “merito”. Spazio anche al Concorsone previsto per quasi 12 mila posti vacanti, cattedre che già annualmente vengono occupate da docenti precari nominati dagli uffici scolastici di provenienza.
Il concorso di Profumo appare al mondo della scuola come una vera e propria manovra propagandistica che ha il solo intento di affossare il diritto al ruolo dei docenti precari ingabbiati nelle graduatorie ad esaurimento dopo anni e anni di supplenze, lauree abilitanti e concorsi, master e corsi di perfezionamento costosissimi.
In ultimo, i docenti e gli studenti rivendicano una scuola più sicura e senza “classi pollaio”. Proprio l’affollamento delle aule, provvedimento già attuato dalla riforma Gelmini, serve a fare risparmiare lo Stato sulle nuove assunzioni del personale docente, pur violando ogni più elementare norma sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.