mercoledì 7 novembre 2012

Carlo Coppola docente e ricorrente al concorso contro il MIUR


Sono Carlo Coppola, precario della scuola, anche se la parola "precario" a me, francamente, non piace affatto. Dopo la riforma del lavoro, attribuita - non si sa quanto giustamente a Marco Biagi - ormai la maggior parte dei lavoratori italiani sotto la cinquantina è di fatto "precaria"! 
Sono un docente di Lettere nelle scuole secondarie e nella mia esistenza di trentatrenne ho fatto vari lavori intellettuali: l'addetto stampa, l'attore, l'assistente alla regia, il regista, il drammaturgo, lo sceneggiatore, l'assistente universitario. Cero per fare altri tipi di mestieri non sono professionalizzato e per questo mi astengo con buona pace di tutti i ministri del governo Monti, sono abbastanza versatile.
Sono del '79, e mi ero laureato nel 2001 e io “bello ventiduenne”, come avrebbe detto Majakovskij, ero stato convinto d'essere il genio redivivo della critica letteraria del Seicento. Così intrapresi la mia attività di giovane dottore di ricerca e, parallelamente, quella di teatrante al seguito di alcuni registi quali Mariano Dammacco. Venuta poi l'età della ragione il teatro fu abbandonato a favore del cinema, fui assistente alla regia per cortometraggi e sceneggiatore, poi venne la SSIS. Il primo giorno di lezione SSIS, ricordo di aver pianto in autobus, perché avevo come colleghe alcune tra le peggiori studentesse laureatesi col docente a cui avevo fatto da assistente all'università. Mi feci forza e un anno dopo portai a termine anche la SSIS. Dopo il primo anno di insegnamento al Nord nella allegra Saltrio (VA), tornai da figliol prodigo ed eccomi qui, due anni con “Diritti a Scuola” ed ora mi trovo a sbocconcellare giornate di supplenza (al momento sono alla De Nittis di Barletta).
Un anno e mezzo fa ho anche deciso di sposarmi, convinto che il mio precariato, data la mia discreta posizione in graduatoria, fosse agli sgoccioli. Il ministero però ci ha regalato un concorso inatteso, le cui prove pre-selettive sono abbastanza pressoché impossibili da superare, perché progettate con criteri di pura idiozia. Inoltre tramite abilitazione SSIS sono già abilitato all'insegnamento, e non ho bisogno di altre certificazioni o abilitazioni.
Così in preda allo scoramento per questa ennesima angheria del tutto ingiustificata, una sera ho deciso, con alcuni colleghi, di andare a Roma a manifestare, anche se personalmente ritengo che il corteo e lo sciopero siano metodi vecchi e del tutto inutili per aprire tavoli di contrattazione.
Ci siamo guardati in faccia eravamo moltissimi e, nonostante fossimo saliti su un pullman cofinanziato dai CoBAS, provenivamo dalle più disparate identità politiche. Dopo la manifestazione, le cui istanze sembrarono risultare fallimentari sin da subito, ci rimase però la voglia di continuare a richiedere i nostri diritti. Pertanto abbiamo messo su un ricorso patrocinato dall'avv. Antonia Gatti di Cassano delle Murge (BA).
Contro il nostro Ricorso abbiamo dovuto affrontare ire e ingiurie di aderenti di molte sigle sindacali, e molti pur dichiarandosi a noi vicini non hanno mosso un dito per noi.
Cosa più infame, anche alcuni sindacati nel tentativo di fare cassa con corsi truffa per la preparazione al concorso, hanno lanciato anatemi e cercato di oscurare in tutti i modi possibili, le informazioni sulle nostre attività di ricorrenti. In troppi giocano sulla pelle degli insegnanti, in questo caso di noi docenti precari. Questa è al momento la mia esperienza di docente e ricorrente.
Nel tempo libero, che con la scuola è ormai molto poco, da un paio d'anni ho fatto la pace con la critica letteraria e mi occupo in particolare di genocidio armeno e della produzione letteraria di Carmelo Bene.