venerdì 27 aprile 2012

Dove il silenzio fa molto rumore, l’inizio delle riprese con Lando Buzzanca [di Carlo Coppola]

da http://www.lsdmagazine.com/dove-il-silenzio-fa-molto-rumore-con-lando-buzzanca-presentato-al-cineporto-di-bari/10606

Lando BuzzancaE’ stato presentato ieri al Cineporto di Bari, sede di Apulia Film Commission, il cortometraggio “Dove il silenzio fa molto rumore”.  Sin dalla presentazione il lavoro - il cui titolo è inusuale per la lunghezza e ricchezza tematica - comprendiamo che non si tratta di un’opera comune nelle nostre terre anche perché protagonista d’eccezione del lavoro è Lando Buzzanca, attore tra i più noti della grande Commedia all’Italiana e feticcio del maestro Pietro Germi che lo identificò - segnandolo - con il personaggio di Rosario Mulè, focoso siciliano in Divorzio all’italiana del 1961.
La presenza di Buzzanca è il fulcro della conferenza stampa, così come lo sarà certamente del cortometraggio, nonostante la complessità dei significati che si celano all’interno del film breve meriterebbero un dibattito assestante.
L’assolato pomeriggio al Cineporto ad introdurre Dove il silenzio fa molto rumore è Adriana Palmisano, produttrice ed organizzatrice teatrale che gestisce abilmente la grande quantità di elementi, endogeni ed esogeni presenti nell’opera. Da esperta di comunicazione punta molto l’attenzione sul protagonista, richiamandone alla memoria dei presenti i recenti successi cinematografici e televisivi che hanno fatto dell’attore siciliano uno dei più sicuri e maturi interpreti del nostro cinema. Glissa, gentilmente, sul passato e quindi sui film di Lattuada, Mattoli, Prosperi, Steno, Festa Campanile, quasi che la carriera di Buzzanca prendesse inizio dai Vicerè di Faenza, film peraltro oltremodo didascalico e boriosamente concettoso in cui la sua freschezza recitativa salva la pellicola dal disastro totale.
“Beati monoculi in terra caecorum” verrebbe da dire - ma a ben vedere non è questo il caso - motivo per cui, decomposto Mastroianni e selpoltissimo Alberto Sordi, lo stimatissimo Buzzanca ci riporta a quando gli attori sapevano recitare ed egli, che viene dalla prestigiosa Accademia di Pietro Sharoff - di cui è oggi presidente onorario - sa recitare con maestria, straordinaria sensibilità ed efficacia. Passare davanti a quest’uomo di quasi 77 anni, infatti, non significa solo passare accanto alla storia del cinema italiano. Se ne avverte il carisma, la straordinaria presenza scenica e umana, ed il vigore - che siamo certi - saprà conferire al personaggio di Costanzo, protagonista di Dove il silenzio fa molto rumore. Costanzo, è un padre che a seguito della morte di sua moglie, si dedica alla figlia Daniela, con l’intento di dirle un giorno, la verità sulla nascita coincisa con la morte della moglie.
La duplicità del ruolo padre/madre e il tema, purtroppo attualissimo, della morte di parto sono il fulcro di questo cortometraggio che viene realizzato grazie all’aiuto di vari sponsor tra cui i principali sono Apulia Film Commission e il Banco di Credito Cooperativo di San Giuseppe di San Marzano. A dare qualche notizia in più sul film è la regista Rina La Gioia che spiega le ragioni sociali della sua scelta tematica ed illustra ai presenti come la propria carriera di artista nelle arti figurative prima, e in campo drammaturgico e cinematografico poi, muova in una direzione “sociale”.
Francesco Asselta, consigliere di Apulia Film Commission, conclude l’interessante dibattito ricalibrandolo su quella che egli preferisce chiamare “un’arte civile” piuttosto che “sociale”. Inoltre a proposito della morte di parto Asselta ricorda l’intuizione del dottor Ignac Semmelweis che si accorse di come la febbre puerperale fosse una malattia trasferita da un corpo all’altro, a seguito del contatto che i medici e gli studenti presenti nei reparti di ostetricia avevano con altri pazienti e quindi come questa malattia estremamente virulenta derivasse in realtà da una banale mancanza di igiene del personale sanitario.