venerdì 13 gennaio 2012

Il 14 gennaio a Bari il direttore di “Famiglia Cristiana” Don Antonio Sciortino [di Carlo Coppola]



da http://www.lsdmagazine.com/immigrazione-il-14-gennaio-a-bari-il-direttore-di-famiglia-cristiana-2/9485/


Il 14 gennaio a Bari il direttore di “Famiglia Cristiana” Don Antonio Sciortino

12 GENNAIO 2012 NESSUN COMMENTO Stampa questo articolo STAMPA QUESTO ARTICOLO
Don Benedetto Labate


Salone Parrocchia Preziosissimo Sangue in San Rocco
Via Putignani 237 – BARI

incontro con:

Don Antonio Sciortino
Direttore del settimanale FAMIGLIA  CRISTIANA  ed autore del libro
Anche Voi Foste Stranieri

sul tema:
IMMIGRAZIONE ED INTEGRAZIONE:
senza una degna accoglienza può esserci una degna convivenza?


Si svolgerà a Bari sabato 14 gennaio alle ore 17.00, nell’auditorium della Parrocchia Preziosissimo Sangue in S. Rocco  un convegno dal titolo Immigrazione ed integrazione: senza una degna accoglienza può esserci una degna convivenza?. L’evento è organizzato dalla Comunità Parrocchiale del Preziosissimo Sangue in S. Rocco e affronterà uno dei temi che suscitano il maggior interesse dei Baresi: l’integrazione dei migranti nella città di Bari.
«L’obiettivo principale dell’incontro-dibattito – afferma il giovane Parroco e missionario Don Benedetto Labate - è quello di capire come gli stranieri vivono l’integrazione nella nostra città, quali sono le principali problematiche riscontrate e come poter intervenire per poter contribuire alla formazione di una città che cresca valorizzando le diversità».
Ospite d’onore dell’incontro sarà Don Antonio Sciortinodirettore di “Famiglia Cristiana” e autore del libro: “Anche voi foste stranieri”.
Nel volume, edito dalla casa editrice Laterza, l’eminente sacerdote e giornalista ha sostenuto che oggi è in atto uno ‘scontro di civiltà’. Ma non tra Occidente e Oriente. O tra cristianesimo e islam. Il vero scontro di civiltà si gioca in Parlamento e nelle piazze. Temi della contesa, l’accoglienza e il rispetto della persona straniera. A prendere il sopravvento è il principio dell’indesiderabilità ha spiegato don Sciortino con disappunto. «Irregolari e clandestini sono da espellere. Sì, ci sono, ma non dovrebbero esserci. Non li vogliamo. Anche quando vivono come bestie, come a Rosarno, nessuno muove un dito. Se vogliono un’altra possibilità, la cerchino altrove. In altri Paesi, non in Italia. Per un Paese, come il nostro, che si dichiara cattolico, è difficile capire come si possa discriminare gli stranieri e atteggiarsi poi a difensori del crocifisso.»
Esistono quindi due italie che si contrappongono.
«A torto o a ragione. C’è chi soffia sul fuoco, alimentando paure e tensioni. Chi affronta il problema con superficialità e di fronte a un immigrato, sbuffa infastidito. Quasi non lo riguardasse. E chi capisce che una soluzione va trovata. Nell’accoglienza e nella legalità. Due Italie si contrappongono. Quella ‘arrabbiata’, pugno serrato e muso duro, che ‘digrigna i denti’ e sbava di livore. E l’altra, quella dei buoni sentimenti, accusata di ‘buonismo’, ma solidale, coi piedi per terra. Come chi guarda in faccia la realtà. Quale Italia prevarrà? In gioco c’è il nostro futuro. E la speranza del Paese.» Antonio Sciortino interviene con forza e senza reticenze: come in un reportage, racconta la diffusa xenofobia delle nostre città, il sospetto e i luoghi comuni alimentati dalla politica, le storie di discriminazione, le tante risposte sbagliate e aberranti ai problemi reali. E cosa fa la Chiesa in questa «società dei mille colori» che è già oggi il nostro Paese perché un essere umano sia un essere umano e basta.»
La posizione di don Antonio Scortino è quindi chiara sin dal suo libro-inchiesta. L’immigrazione costituisce una risorsa preziosa per l’Italia. Nel volume sono presenti le cifre del contributo al benessere del nostro Paese da parte degli immigrati, o come preferiamo definirli, migranti. Tante sono le storie del lavoro di persone che occupano i più diversi settori produttivi della società italiana. Tanti anche i racconti di ordinario sfruttamento, emarginazione e discriminazione, purtroppo alimentate da prese di posizione di una parte della classe politica. Contro questa ondata xenofoba, Don Sciortino ha condotto negli ultimi anni una vibrante e argomentata campagna di opinione attraverso le pagine del settimanale che dirige e che resta il più venduto e progressista dell’intero mondo cattolico. Molte sono state anche le polemiche che questa presa di posizione ha suscitato, per il modo chiaro e netto con cui don Sciortino ha affrontato il tema.