lunedì 12 dicembre 2011

Riparlando di Francesco Guarini da Solofra



Dialogando con Francesco Guarini da Solofra

Venerdì 16 Dicembre 2011

Università di Salerno- Fisciano (Aula 6 - Facoltà di Lingue e Letterature Straniere)



Il Convegno, organizzato dal DISPAC, in collaborazione con il Comune di Solofra, con il Comitato per il IV Centenario della nascita di Francesco Guarini e con la Soprintendenza ai BSAE di Salerno e Avellino, intende riportare l'attenzione sul ruolo svolto dal pittore nell'ambito della pittura napoletana del primo '600, la cui attività si svolse tra Napoli, Solofra, Serino, Campobasso e Gravina di Puglia.
La giornata di studio si pone come obiettivo di fare il punto degli studi sul pittore attraverso un nutrito programma di interventi che offrirà anche occasione di verifica delle proposte dei giovani studiosi delle principali Università meridionali.
Il processo di rivisitazione della produzione artistica del Guarini, in parte collegata alle preferenze della famiglia Orsini, verrà condotto attraverso il confronto con i protagonisti dello scenario partenopeo (Stanzione, Vitale, Artemisia, Ribera, De Bellis, Marullo, Maestro degli Annunci, Pacecco de Rosa, Palumbo, Carlo Rosa).
Gli interventi iniziali, a cura dei maggiori esperti del '600 napoletano, saranno integrati dalle relazioni di esponenti di spicco del panorama storico-artistico internazionale.

Programma
ore 9,00 Saluti
  • Prof. Luca Cerchiai
    Preside della  Facoltà di  Lettere e Filosofia
  • Prof. Ileana Pagani
    Preside della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere
  • Prof. Mauro Menichetti
    Direttore del DISPAC
Interventi
Presiede: Prof. Francesco AbbatePresidente del Centro Studi "Giovanni Previtali"
  • Dott. Maura Picciau Soprintendente BSAE di SA e AV
  • Dott. Antonio Braca -  Storico dell'arte - Soprintendenza BSAE di SA e AV
  • Prof. Vincenzo Pacelli - Università Napoli Federico II
  • Prof. Mimma Pasculli - Università BARI
  • Dott. Gerhard Wiedmann - Roma, Biblioteca Hertziana
Comunicazioni
Presiede:  Prof. Maria Basile (UNIBA)
  • Dott. Nicola Cleopazzo  Università del Salento
  • Prof. Loredana Lorizzo UNISA
  • Dott. Giuseppe Porzio Soprintendenza NA
  • Dott. Massimiliano Cesari Università del Salento
  • Dott. Milena Loiacono Università del Salento
  • Dott. Francesco Lofano  UNIBA
  • Dott. Carlo Coppola UNIBA
  • Dott. Enrico De Nicola  UNINA
Conclusioni:
a cura del Prof. Mario Alberto Pavone
ore 15 -17 Solofra, Visita guidata ai luoghi  "guariniani"
ore 18 Solofra, PALAZZO ORSINI
Saluto delle Autorità  ( Presidente della  Provincia di Avellino, Sindaco del  Comune di Solofra, Presidente del Comitato per il Centenario )
Presiede Prof. Mario Alberto Pavone (UNISA)
  • Prof. Sebastian SchÏ‹tze - Università di VIENNA
  • Prof. Francesco Solinas -  Maître de Conférences au Collège de France
  • Prof. Riccardo Lattuada - II Università Napoli

venerdì 9 dicembre 2011

"Hrand Nazariantz : Le tracce e il volto"





Contributo biografico su Hrand Nazariantz
di Carlo Coppola - Segretario del "Centro Studi Hrand Nazariantz di Bari".

giovedì 8 dicembre 2011

Presentazione de "Il paese delle spose infelici" - Santo Spirito (BA)





Carlo Coppola in veste di Critico Cinematografico presenta Pippo Mezzapesa e Vito Lopriore
il video è di Silvia Scarpello.

martedì 6 dicembre 2011

Responsorio di San Nicola




Si quaeris miracula
caeci vident, claudi ambulant
resudant manna ossa Nicolai.

Pereunt pericula
cessat et tempestas
dicant navigantes.

Datus pater Deodatus,
admirantur Agereni,
trinae virgines consolantur
narrent civas Patarae.

Pigus datur Bariensibus
cunctis manna populis
omnes exteri ad te veniunt
simul munera deferentes, o felix Barium.

Naufragantisbus - ad te clamantibus
cito fertur auxilium
et placantus fluxus maris
te deprecante Virginem.



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Se chiedi miracoli, i ciechi vedono, 
gli storpi camminano e sudano
manna le ossa di Nicola.     
            Cessano i pericoli 
            si placano le tempeste, 
           dicono i naviganti.
Torna al padre Adeodato
e stupiscono gli Agareni,
e tre vergini sono salvate,
narra il popolo di Patara.
            Tu, o terra prediletta,
            le sacre ossa avute in pegno
            per tutti i popoli custodisci,
            che da lontano a te vengono,
            o felice Bari.
Ai marinai che ti chiamano
presto porgi il tuo soccorso
e si fa bonaccia in mare,
pregando tu Maria.
           Tu intercedi presso Dio
            nei dolori del parto,
            per le madri che t’invocano
            per tutti sia salute e pegno
            la tua santa manna.
Siano tutti liberati
dai pericoli della vita,
dalle guerre, dalla fame,
o glorioso San Nicola, grande Padre. Amen.
            Gloria al Padre e al Figlio
            e allo Spirito Santo.
            Cessano i pericoli,
            si placano le tempeste,
            dicono i naviganti.

domenica 4 dicembre 2011

Dal 13 al 17 dicembre la Settima edizione del Saturno IFF [di Carlo Coppola]

da http://www.lsdmagazine.com/dal-13-al-17-dicembre-la-settima-edizione-del-saturno-iff/9162/


Dal 13 al 17 dicembre la Settima edizione del Saturno IFF

3 DICEMBRE 2011NESSUN COMMENTO Stampa questo articolo STAMPA QUESTO ARTICOLO
Saturno IFFSotto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica dal 13 al 17 dicembre di svolgerà a Frosinone la Settima Edizione del Saturno International Film Festival. A presiederlo un vero maestro del cinema italiano Giuliano Montaldo, coadiuvato alla vicepresidenza dalla nota produttrice Mariella Li Sacchi.
Questo Festival rappresenta un unicum in Italia poiché affronta il rapporto fra il cinema e la storia (antica, moderna e contemporanea). Nell’ambito del Saturno IFF, il cinema diventa, infatti, uno strumento educativo per la conoscenza e per la riflessione sul passato, alimentando e spronando l’attenzione verso la memoria storica declinata nei più vari aspetti. Come insegna Cicerone, che di quelle zone era originario, la Storia è indispensabile per qualsivoglia comprensione del presente, quanto alla costruire del futuro libero e condiviso.
La Storia raccontata attraverso le attività e gli eventi del Saturno IFF si propone di essere Storia Universale, storia politica ed economica, culturale ma anche la storia delle tradizioni, intese nella loro massima espressione tra cui modi di vivere e di esprimersi, usi e costumi dei diversi territori.
Evento principale sarà quest’anno: Cinema e musica in Italia
La settima edizione del Saturno IFF, si sviluppa attorno al tema dell’Italia che canta, e affronta vari repertori di immagini della televisione degli anni 60  fino a “videoclip”. Una maniera alternativa di creare e condividere la memoria storica, che in questo caso è storia di uomini e donne nelle loro autentiche passioni e nella vita quotidiana, tracciando sul grande scherno un amarcord, reale e non patinato, delle speranze e delle aspettative almeno di due generazioni.
Gli eventi in programma sul rapporto tra cinema e musica ruota si configurano in 3 tappe che occuperanno i pomeriggi e la sera dei giorni 14, 15 e 16 dicembre, a questa sezione corrisponderà quella dei cosiddetti “musicarelli” che occuperà tutte le mattine del festival.
Il mercoledì 14 dicembre sarà dedicato alla Musica napoletana tra radio e cinema.
Un incontro aperto al pubblico, con la partecipazione di Carlo Luglio (regista di Radici), di Fabio Maiello(giornalista e saggista) e di Marilisa Merolla, autrice del volume Rock’n'roll Italian Way (sul tema della propaganda americana a Napoli e modernizzazione nell’Italia tra 1954 e 1964). Tra i film proposti ancheRadici con Enzo Gragnaniello e Passione di John Turturro.
La giornata del 15 dicembre è dedicata in modo monografico al fenomeno dei musicarelli, ovvero quel sottogenere di film della Commedia Italiana realizzati negli anni ’60 partendo dai grandi successi delle canzoni nazional popolari del momento. Dopo la proiezione di una compilation di spezzoni di musicarelli, ci sarà l’incontro con il pubblico a cui prenderanno parte alcuni dei protagonisti, di quei lavori spesso maltrattati da una certa critica di parte ed oggi per molti versi rivalutati.
Infine la giornata di venerdì 16 dicembre sarà dedicata all’opera rock Il poliedro di Leonardo, pellicola del 1989, realizzata da Filippo Mileto e Vittorio Giacci e con gli effetti speciali del grande Vittorio Rambaldi che intervverà con i registi e i produttori di allora in un dibattito al termine della proiezione.
Tra gli altri eventi in programma nella Settima Edizione del Saturno IFF tre a nostro avviso davvero imperdibili:
1° Ecomafie
Un altro argomento che il festival ha già affrontato e che riproponiamo è il tema della legalità quest’anno riproposto attraverso due incontri. Il primo, martedì 13 dicembre, un dibattito sulle ecomafie, alla presenza diDon Luigi Merola e con la partecipazione delle Associazioni Libera di Don Ciotti, Libera di Casal di Principe, Le Terre di Don Peppe Diana di Casal di Principe e Libera di Frosinone.
Per l’occasione verranno proiettati due film documentari: La pedata di Dio e Biùtiful cauntri. Il secondo, che avverrà nel pomeriggio di sabato 17 dicembre, è più legato al cinema. E’ infatti un incontro con il registaGiuliano Montaldo a proposito del suo ultimo film, L’industriale interpretato tra gli altri da Carolina Crescentini, Pierfrancesco Favino, Eduard Gabia, Francesco Scianna.
2° evento speciale è il Tributo a Tina Lattanzi
Nata ad Alatri nel 1897 come Annunziata Costantini, per trent’anni è stata la regina delle voci del doppiaggio, avendo prestato la sua alle più famose dive di Hollywood, dalla leggendaria Greta Garbo a Marlene Dietrich alle non meno popolari Joan Crawford, Bette Davis, Greer Garson, Mirna Loy, Rosalind Russell, Rita Hayworth. L’incontro con la grande doppiatrice ciociara, che avrà luogo sabato 17 dicembre, è curato Marialisa Lisi, e vedrà la partecipazione di autorevoli esperti, Enrico Lancia, Ernesto G. Laura, Massimo Cardillo e Pino Pelloni. Previsti anche una serie di contributi cinematografici.
3° evento riguarda poi il tema: La citta’ con mura poligonali. Nuove scoperte
Conferenza del ricercatore Ornello Tofani sulle famose mura di Alatri, con proiezione di immagini animate delle sue scoperte. Interverranno Margherita Cioppa e Leonardo Malentacchi.

sabato 3 dicembre 2011

Tim Crouch, The Author & Teatro dei Borgia [di Carlo Coppola]



Metateatro, ma nulla di più lontano dal Pirandellismo dei "Sei personaggi in cerca di autore".
E' questo il gioco tragico messo in scena da Giapiero Borgia nel suo allestimento di The Author di Tim Crouch. L'adattamento italiano del testo originale era stato rappresentato in prima regionale per la Puglia sabato 3 settembre 2011 nell'ambito della consolidata manifestazione teatrale di fine estate, Castel dei Mondi, ad Andria, ed è stato riproposto per due settimane alla Tana, spazio teatrale gestito e curato dalla Compagnia Teatro dei Borgia all'interno del Castello Svevo di Barletta. Lo abbiamo visto sabato 26 novembre 2011 nella Città della Disfida.
L'allestimento, che gode di una bella traduzione di Luca Scalini, è il frutto della ricerca proposta da Giampiero Borgia e dalla sua compagnia, volta da anni ad offrire al proprio pubblico una sorta di pedagogia del gusto. Borgia, infatti, dell'arte teatrale ha una personale ed evoluta concezione, come dimostrano le sue numerose regie, tra cui le più note sono Ritratto di Signora, Un Amleto di legno, e Filottete, oltre ad uno splendido volume di recente pubblicazione Il teatro dei Borgia (a cura di Andrea Porcheddu, edizioni Tutivillus). Da anni il giovane regista e attore barlettano forma lo spettatore oltre che i giovani allievi della scuola di teatro Itaca, da lui realizzata a Corato. La sua naturale propensione all'attività di formatore, indirizza come si è detto anche lo sguardo di quanti ne seguono le attività a vario titolo.
La proposta fatta con The Author è un gioco, in cui tutte le convenzioni del teatro sembrano saltare: la quarta parete si abbatte pienamente, e gli attori non hanno alcuna protezione se non il posto su cui siedono. Intorno al loro il pubblico, loro stessi confusi tra gli spettatori. Fin qui nulla di nuovo. L'interazione pubblico/attore è, infatti, un classico del teatro di ricerca, soprattutto laddove i rapporti tra le parti sembrano confondersi.
Il teatro proposto da Tim Crouch e Gianpiero Borgia infatti non sfrutta le alchimie delle messe in scena in cui i 5 sensi occupano tecnicamente il posto dei tradizionali elementi scenici. In altri tempi infatti, Il teatro dei Lemming di Rovigo aveva offerto allestimenti in cui lo spettatore veniva guidato attraverso l'uso dell'olfatto, del gusto e del tatto, verso esperienze poco prossime al teatro quanto più vicine ad una vera e propria iniziazione. L'attore ballava con lo spettatore, lo imboccava, lo bendava, lo baciava, lo ricopriva di terra, lo spogliava, lo addobbava e lo rivestiva. Qui invece attore e spettatore mantengo il loro ruolo e il loro contegno, in una sorta di compunto rispetto per essi.
Due spalti l'uno di fronte all'altro, le luci che non si spengono la musica che non sale. Nessuno si muove. Passano i secondi i minuti. Il rito del teatro, a cui tutti sono pronti, non inizia. Così, progressivamente, cresce la curiosità, la tensione, la noia, lo sgomento, come se un Dio che governa la scena avesse abbandonato il suo tabernacolo, ma esattamente nel momento in cui tutti i sentimenti si fondono insieme, un uomo dal pubblico inizia a smuovere le acque, a suscitare il dibattito, sul teatro, sulla voglia di teatro, sull'amore per il teatro.
E' chiaro quasi subito che quella sorta di "provocatore" che racconta di sé e indaga sulle abitudine teatrali della gente che gli è intorno, è un attore che recita il ruolo di uno spettatore. Ed anche qui nel momento in cui il dibattito sembra arenarsi e qualcuno pare perplesso dalle logorroiche confessioni dello "spettatore imbizzarrito", accade qualcosa di nuovo. Dal pubblico si alza una nuova voce, che recita un monologo perfetto, pieno di verità, sullo stato d'animo dell'essere attore, sulla ricerca compiuta, sulla preparazione e lo studio per interpretare un personaggio a teatro, sulla cosiddetta "nuova drammaturgia inglese".
I racconti di tre uomini e una donna si affastellano, si dosano si confondono. Uno spettatore, due attori, un drammaturgo che si auto definisce l'Autore, che si chiama Tim, Tim Crouch, e ha allestito uno spettacolo sulla violenza sessuale di un padre ad una figlia.
Il racconto di quello che accade prima, dopo o durante questo l'allestimento dello spettacolo procede per tappe e semine di indizi, come in un libro giallo in cui sia continua la sfida al lettore tra indizi utili e vicoli ciechi.
Gli spettatori sono quindi portati a concentrarsi su alcune parole piuttosto che su altre, su cambi di tono. Ma tutto è rapido e il pubblico, fino all'ultima battuta, non ha la capacità di trarre un giudizio su quello che ascolta. In realtà The Autor, parlando del teatro stesso e di noi spettatori, genera una visione critica sull'inattendibilità e inconsistenza di molte proposte drammaturgiche della scena contemporanea. C'è infatti un costante pizzico di ironia, che sfocia nel sarcasmo, nelle parole dei protagonisti. Ironizzano sui metodi di formazione attoriale, sul divismo e lo star system, sulle tecniche di scrittura, sulle fonti di ispirazione, ma anche sulle ossessioni che il teatro può produrre nel pubblico che lo segue troppo morbosamente. A questo si aggiunge un sottile invito rivolto a chi del teatro fruisce, ad aprire gli occhi, svelando gli inganni, i tranelli, le facilonerie e i qualunquismi che la banalità agghiacciante della talune proposte della Scena contemporanea porta con sé.
Il senso della narrazione scompare, l'aberrazione di un attore violento e di un autore pedofilo, si perdono tra tutte le parole dette in mondo che sta nella finzione anche all'interno del racconto narrato, dove non è chiaro se la violenza di cui si parla è solo pensata oppure agita.
La forza dei monologhi scritti da Tim Crouch, la loro brevità, la loro essenzialità, sembrano quasi il frutto di una diffusa impossibilità alla comunicazione, proprio nel massimo tempio della comunicazione, il teatro! Il luogo scenico sembra quindi essere stato per sempre violato dalla non possibilità di interazione. Ma ancora una volta così non è! Lo spettatore è al centro di un meccanismo di sublimazione della comunicazione.
Gli attori scelti per interpretare questo difficilissimo testo sono quattro e hanno quella efficacia e quel talento che non si possono dimenticare: Christian Di Domenico è il magnifico Autore, elegante e schietto, devastante nella sua capacità di suscitare emozioni, patimenti e stati d'animo contrastanti. La sua potenza evocativa spiazza lo spettatore e lo mette a nudo, mettendo a nudo se stesso eppure non creando né disgusto né imbarazzo. Daniele Nuccetelli è l'Attore, fragile, dai pensieri violenti, con qualcosa di costantemente cattivo dentro. Annalisa Canfora, interpreta l'Attrice, piena di fascino, dalla voce suadente, un po' ammiccante, magari oca, vittima del suo stesso essere piccola diva. Giovanni Guardiano è lo spettatore ossessionato dal teatro dalla messa in scena, dalle forme che prendono le cose viste a teatro.
Alla fine dello spettacolo il pubblico applaude, le luci non si spengono, gli attori non tornano a prendere la loro dose di elogi. Tutto sembra finito nello stesso modo di come era iniziato. Altrove! Magari nel foyer o ritirando gli accrediti, o pagando i biglietti o varcando la soglia dell'edificio teatrale, o mentre ci è stato dato il programma di sala e abbiamo compilato le schede statistiche o di gradimento che ormai rendono anche l'andare a teatro un atto necessitantemente burocratico!

venerdì 2 dicembre 2011

“DicembrinMusica” una nuova scommessa della Fondazione Petruzzelli [di Carlo Coppola]


da http://www.lsdmagazine.com/%E2%80%9Cdicembrinmusica%E2%80%9D-una-nuova-scommessa-della-fondazione-petruzzelli/9120/

“DicembrinMusica” una nuova scommessa della Fondazione Petruzzelli

29 NOVEMBRE 2011 NESSUN COMMENTO Stampa questo articolo STAMPA QUESTO ARTICOLO
DicembrinMusica
E’ stata presentata nel  Teatro Petruzzelli la bella iniziativa della Fondazione Petruzzelli dal titolo “DicembrinMusica”. Si tratta di quattro appuntamenti, dal 6 al 12 dicembre frutto di un potente lavoro di squadra compiuto dalle diverse componenti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione stessa, con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e un contributo cospicuo della Banca Popolare di Bari. La breve rassegna è volta a garantire al pubblico barese, in concomitanza con la festività religiosa di San Nicola, non un ascolto stantio e all’insegna della naftalina, ma  guidato, classico e internazionale della tradizione musicale Otto - Novecentesca.
Il primo occhio di riguardo, questa volta assai più esplicito che nel passato, è all’educazione del pubblico. La scommessa, sostenuta fortemente dalla direzione artistica e tecnica del Teatro Petruzzelli, oltre che dalla precisa volontà politica del presidente Emiliano e del vice presidente Altieri, è stata quella di chiamare a raccolta giovani studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado della città di Bari, per offrire loro una vera e propria lezione concerto affidata al maestro Gregorio Goffredo con la conduzione dell’attoreAntonio Stornaiolo. Sia Emiliano che Altieri si sono detti molto felici della concordia ordinum, finalmente raggiunta tra le diverse parti amministrative e politiche e tecnico-artistiche che compongo la struttura della Fondazione che finalmente consente di poter pensare anche a risarcire le giovani generazione del teatro di cui non sono stati abituate ad frequentare. In particolare il vice presidente Altieri ha ricordato come alla attuale generazione di coloro che hanno fra i trenta e i quaranta anni la chiusura del Petruzzelli abbia precluso anche una adeguata formazione alla musica dal vivo ed in particolare al genere operistico proprio della tradizione italiana. Martedi 6 dicembre giorno di San Nicola, infatti, alle 10.30 il Petruzzelli spalancherà le porte ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado per un appuntamento che si spera di poter calendarizzare più spesso. I bambini incontreranno la musica classica suonata dal vivo e potranno interagire con l’orchestra sedendo accanto alle prime parti della nostra meravigliosa compagine barese. L’appuntamento, infatti, è reso possibile grazie alla disponibilità dei professori dell’Orchestra ed in particolare un ringraziamento è andato oltre che al maestro Goffredo al primo violino Paçalin Pavaci. In programma: l’Ouverture “Nozze di Figaro” di W. A. Mozart, l’Ouverture “L’italiana in Algeri” e l’Ouverture “La Cenerentola” di G. Rossini e dalla “Carmen” di G. Bizet l’Entr’acte di primo, secondo, terzo e quarto atto. Questo evento, rivolto alla formazione delle nuove generazioni, sembra dunque il modo migliore per stigmatizzare il rammarico dovuto all’annullamento del previsto Macbeth di Giuseppe Verdi.
Il secondo regalo fatto al pubblico barese è un intenso programma previsto per la serata del 9 dicembre, in cui il maestro Daniel Oren dirigerà  l’ Orchestra della Fondazione Petruzzelli in un programma dedicato al grande repertorio italiano e ad un grande classico di Beethoven. Solisti il soprano Martina Serafin, già nota al pubblico pugliese per una intensa interpretazione della Turandot di Puccini (Inaugurazione della prima stagione del nuovo Petruzzelli, 2009, regia di Mario De Simone) ed il tenore Fabio Sartori. Maestro del Coro della Fondazione Petruzzelli sarà Franco Sebastiani. In programma romanze e sinfonie tratte Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Umberto Giordano. La seconda parte del concerto sarà dedicata alla Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92 di Ludvig van Beethoven.
Domenica 11 lunedì e lunedì 12 dicembre il maestro Fabio Mastrangelo tornerà a dirigere sul podio del Petruzzelli e ma questa volta protagonista sarà l’Orchestra di Novosibirsk in due concerti dedicati ad alcuni tra i più acclamati autori del panorama musicale russo. Il concerto dell’11 dicembre alle 21.00 proporrà di M. Musorgskij “Una notte sul Monte Calvo”, di P.I. Čajkovskij la Fantasia Sinfonica da Romeo e Giulietta, di S. Rachmaninov la Sinfonia n. 3 in La minore op.44. Lunedì 12 dicembre alle 21.00 il programma presenterà di D. Shostakovich l’Ouverturefestiva, di S. Rachmaninov le Danze Sinfoniche, di P.I. Čajkovskij la Sinfonia n. 5 in Mi minore. Il carattere di internazionalità che emerge da questi due date è notevole, sempre nel nome del Santo de Baresi infatti la compagine russa accontenterà le richieste di quanti soprattutto tra gli esperti di musica classica richiedevano da mesi l’intervento nel nostro teatro di una presenza straniera.
I biglietti dei singoli eventi, come al solito a prezzi interessanti e agevolati, saranno in vendita al Botteghino del Teatro Petruzzelli a partire dal pomeriggio del 29 novembre. Sarà possibile. Sottoscrivere anche un abbonamento ai tre concerti in programma il 9, l’11 ed il 12 dicembre.