venerdì 25 novembre 2011

l'Oscar logora chi non ce l'ha!





Oscar Wilde (1854 – 1900)

 da De Profundis

Un assai lungo momento è il soffrire.
Noi non possiamo dividerlo per stagioni,
ma soltanto renderci conto de'suoi modi e calcolarne i ritorni.
Per noi, il tempo stesso non cammina;
e sembra piuttosto descrivere un circolo intorno ad un centro di dolore.
La paralizzatrice immobilità di un'esistenza in cui ogni particolare
è regolato da un immutevole despota (in modo che noi mangiamo,
beviamo, dormiamo e preghiamo o, almeno, c'inginocchiamo per pregare,
secondo le leggi di una formula ferrea); questo carattere statico che rende,
fino nei più piccoli atti, ogni giornata uguale alla precedente,
pare che si comunichi a tutte quelle forze esterne delle quali
l'essenza consiste appunto in un mutamento continuo.
Noi non sappiano nulla del periodo della semina o del raccolto,
dei mietitori proni in mezzo alle spighe, o dei vendemmiatori sparsi
tra i vigneti; nulla sappiamo dei prati verdi che gli alberi
di primavera nevicano di petali e che gli alberi del verziere,
in autunno, cospargono di frutti maturi, e nulla mai ne possiamo sapere.


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Oskar Pastior (1927-2006)
Gedicht


Fräulein Falf aber meinte man solle
einfach drauf los man könne ganz
einfach das machen was los geht man
wäre gut beraten alles einfach zu
tun das heißt einfach alles zu tun
was drauf ist und los geht sie mein-
te auch das ginge ganz gut man müsse
nur einfach freundlich den finger
heben und es anständig machen und
vor allem niemandem weh tun meinte
sie los machen los machen los machen.