martedì 11 ottobre 2011

Di Voce in Voce, terza edizione: ottimo bilancio per la rassegna dei Radicanto

da http://www.lsdmagazine.com/di-voce-in-voce-terza-edizione-un-ottimo-bilancio-per-la-rassegna-dei-radicanto/8594/
Di Voce in Voce
Si è conclusa domenica 9 ottobre nel migliore dei modi la terza edizione della rassegna “di Voce in Voce” organizzata e promossa dall’Associazione Culturale Radicanto. Le quattro serate interamente dedicate all’esplorazione di panorami sonori della tradizione e della contemporaneità sono state legate anche quest’anno da un comune denominatore la voce non solo come mezzo ma come strumento fra gli strumenti, mai spocchioso, ma primus inter pares. Il pubblico presente alla Vallisa di Bari dal 6 ottobre ha potuto gustare voci complete ed ineffabili, affilata come un bisturi, che quassano l’anima come quella di Fabrizio Piepoli, protagonista di due progetti presentati in questi giorni (“ERA E NON ERA” di SAS THAJ NA e “BELLAVIA” dei RADICANTO), voci calde e mediterranee, capaci di dischiudere mondi sovraesposti alla luce come quella di Maria Giaquinto (apprezzatissima anch’ella in due progetti “MAREE” dei CASA ROSADA e “BELLAVIA” dei RADICANTO).
Tanti i protagonisti di eccezione di livello internazionale fra tutti venerdi 7 ottobre Lucilla Galeazzi, reduce da una tournée in Francia conclusasi a poche ore dl concerto barese dedicato al primo vero spettacolo di musica folk italiana, “Bella Ciao”, che vide la luce nel 1964 al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1964. Sabato 8 ottobre Pino De Vittorio, considerato uno dei più importanti ricercatori della musica popolare italiana negli anni Settanta e protagonista di alcune delle più importanti opere del maestro Roberto De Simone, ha proposto al pubblico barese una antologia della tradizione musicale salentina e garganica. Allo stesso modo Aronne Dell’Oro folksinger di indubbio talento ha riproposto alcuni brani del panorama musicale salentino e partenopeo, interpretati con gusto e tecnica tali da scaldare il cuore nella fredda serata del 9 ottobre.
Menzione particolare meritano i progetti nati all’interno della sempre più grande “famiglia” dei Radicanto.SAS THAJ NAS è un trio, composto da Marinella Dipalma, Fabrizio Piepoli e Francesco De Palma, che ha proposto il suo progetto d’esordio dal titolo “Era non era”. Si tratta di un vero e proprio viaggio di musica e parole, tre narrazioni, fiabe e leggende nere della tradizione orale di tutto il mondo. Il minimo comune denominatore di SAS THAJ NAS, ci spiega l’eclettico Francesco De Palma, è da ricercarsi in quella zona profondamente dark dell’anima presente in tutti e tre i protagonisti dell’evento/performance, che a nostro avviso meriterebbe una maggiore attenzione e incentivazione alla ricerca artistica.
TABULÈ, gruppo composto da Claudio Prima, Giuseppe De Trizio e Fabrizio Piepoli, individua e percorre territori sonori cari alla tradizione popolare, ripercorsi e reinterpretati da tre indiscussi protagonisti della scena musicale pugliese. La magia delle sonorità proposte rende assoluti e innova tutti i brani offerti al pubblico fino tocco al magistrale, da atleta e da fuoriclasse di Fabrizio Piepoli che ha esaltato, con una folgorante esecuzione, “Cu ti lu dissi” di Rosa Balistreri.
CASA ROSADA è anch’esso un progetto di trio che vede la presenza di Maria Giaquinto, Giuseppe De Trizio e Adolfo La Volpe. Maria Giaquinto cantante e attrice, individua e ci accompagna nel Sud assolato, dai colori e dai sapori antichi. Le visioni e i profumi di un mezzogiorno che non vuole essere lo stereotipo di se stesso, vengono evocate con la forza dei suoni che sorgono dalla terra, dalle pietre, dal mare. Le esecuzioni sono impeccabili e un filo di commozione attraversa il pubblico quando la Giaquinto, dall’inconfondibile eleganza, intona “Indifferentemente” di Salvatore Mazzocco (musica) ed Umberto Martucci (testo). In quel momento accade qualcosa di sottile e di impalpabile ma di concretamente percepibile: l’anima della canzone napoletana d’autore prende il sopravvento. Sergio Bruni è stato evocato! Sembra egli stesso incontrare, almeno per un istante, le tensioni drammatiche di Raffaele Viviani ed applaudire anch’egli una interpretazione degna di essere incorniciata e consegnata alla posterità.
BELLAVIA è l’ultimo progetto dei Radicanto che nella attuale formazione stabile comprende: Maria Giaquinto (canto), Fabrizio Piepoli (canto, basso elettrico); Giuseppe De Trizio (chitarra classica), Adolfo La Volpe (chitarra elettrica), Francesco De Palma (percussioni).      Si tratta di un lavoro di grande maturità, nel quale personalità assai complete della scena musicale nazionale rientrano, costituendo, pienamente, una unità in cui nessuno prevale e tutti assieme sono capaci, con le proprie peculiarità, di far innamorare di sé il pubblico. Piepoli e De Trizio sono indubbiamente due virtuosi che sanno però, perfettamente, porsi in ascolto. A tratti Giuseppe De Trizio sposa il ruolo di maestro concertatore, a tratti è la voce di Fabrizio Piepoli a dominare la scena, ma la bellezza di questo gruppo e la principale caratteristica che lo distingue dalla maggior parte dei loro simili è che qui non ci sono gregari. Ognuno di loro è un frontman! La qualità artistica è altissima, quella delle emozioni suscitate fa tremare ed emozionare l’uditorio .
Gli arrangiamenti sono pressoché perfetti. Il livello della produzione che i Radicanto hanno raggiunto con Bellavia, merita di proiettarli su una scena internazionale. Sono musicisti mediterranei, in grado di affrontare tutti gli aspetti della miniera d’oro che è la musica mediterranea. Con Bellavia danno prova certa di saper scandagliare e ricostituire la tradizione sia in senso diacronico che sincronico, cosa mirabile e unica nei gruppi di derivazione folk, e ancora più rara nella musica italiana contemporanea. Non restano neppure un istante abbarbicati al passato, a cui sarebbe facile strizzare l’occhio, si rivolgono al presente aggiungendovi un po’ di passato prossimissimo (rileggendo ad esempio Enzo Del Re di cui furono estimatori ed amici ben prima della recente e tardiva riscoperta), così facendo gettano le basi per una nuova tradizione, che sa di vero post-moderno, e generano essi stessi una possibile contemporaneità.
Questa è stata in sintesi la terza edizione “Di Voce in Voce”. A collaborare alla buona riuscita dell’evento hanno contribuito fra gli altri Angelo Amoroso D’Aragona e Annalisa Colucci, che hanno realizzato le riprese video dell’intera manifestazione. Nella medesima occasione Angelo Amoroso D’Aragona ha presentato anche l’iniziativa  “ “Io e la mia Sedia”: UN DOCUMENTARIO IN CROWDFUNDING ” tesa a sviluppare un circuito di distribuzione indipendente unico nel suo genere per il documentario da lui stesso realizzato dedicato ad Enzo Del Re (info http://ioelamiasedia.blogspot.com/) .