mercoledì 8 settembre 2010

"Noi Credevamo": Con Mario Martone verso il Leone [di Carlo Coppola]

Siamo tutti con Mario Martone sperando che superi la grande prestazione  ottenuta da "Morte di un matematico napoletano". L'ultimo lavoro, dal proditorio titolo "Noi Credevamo" è stato ispirato da un bel romanzo dimenticato di Anna Banti, da cui trae anche il titolo, promette davvero di riportare al nostro paese e ciò che ne resta una dignità morale, politica e civile attraverso la conoscenza di un passato antico che ricorda troppo da vicino il nostro passato più recente. 
Quel Risorgimento ricorda il '68 che a sua volta rimanda alla Resistenza. Tutti quegli errori fatti all'indomani del Risorgimento, quando la società si sedette su se stessa consacrando come despoti gli eroi talvolta "rampichini" furono pagati dall'Italia per mezzo secolo fino alla Prima Guerra Mondiale, e i valori della Resistenza furono traditi all'indomani, con tanta bonomia da portare ad un necessario '68. A loro volta i valori del '68 sono stati traditi vigliaccamente da chi ha lottizzato peggio di come si lottizzava prima. 
L'appello che viene da Martone con questo film è a non disperdere come "soliti italietti" (avrebbe definiti un Gadda un po' Arbasino e con loro l'amica Anna Banti) i valori di libertà e cultura, impressi nella nostra storia col sangue dei veri eroi che fecero l'Italia! Di questo appello martoniano non possiamo che essere civilmente e culturalmente testimoni e propugnatori. 

Grazie Maestro!