domenica 1 novembre 2009

"I disarmati" di Claudio Fava a Casal di Principe

Mercoledì 4 Novembre, alle ore 19,00, presso il Teatro della Legalità, Viale Europa, Casal di Principe, in ricordo di Tonino Cangiano, morto di recente dopo 21 anni di sofferenze, seguite ad un attentato camorristico subito nel 1988, le associaiozni: Jerry Masslo, Sinistra2000, Amici della musica, Scuola di Pace don Diana, Comitato don Peppe Diana, Libera/Caserta, coop Eureka , PRESENTANO L'ultimo libro di CLAUDIO FAVA " I DISARMATI" , sarà presente lo Storico Luigi Mscilli Migliorini, coordina Rosaria Capacchione . SARA' PRESENTE L'AUTORE

I disarmati è un viaggio che racconta i complici del silenzio e del consociativismo mafioso: nel giornalismo, nella politica, nella società civile. Per una volta, con i nomi e i cognomi al loro posto.

"C’è un episodio, all’inizio degli anni Novanta, che dà la cifra esatta del grado di subalternità alla mafia. Alla famiglia degli Ercolano, cognati di Santapaola, erano stati affidati due compiti: ad Aldo quello di ammazzare, eseguendo personalmente gli omicidi oppure distribuendoli alla sua squadretta di sicari; al padre Giuseppe spettava invece il compito di riciclare i denari della Famiglia attraverso imprese di trasporti, supermercati, sale gioco."
La mafia dei padrini e dei criminali da una parte, l’antimafia dei giudici e delle forze dell’ordine dall’altra. Per molto tempo abbiamo raccontato la guerra a Cosa Nostra come una lotta fra bene e male, fra buoni e cattivi. Come se si trattasse di vicende di cui altri - non noi - erano i protagonisti: così gli eroi sono diventati martiri, la cronaca è diventata tragedia e la memoria s’è ridotta alla commemorazione dei nostri morti: Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino, un pugno di giornalisti, qualche prete, un paio di politici. Ripercorrere oggi la storia dell’antimafia significa parlare soprattutto dei vivi, delle occasioni perdute, di chi avrebbe dovuto e potuto fare ma ha preferito voltarsi dall’altra parte: i rassegnati, gli ingenui, gli opportunisti, i furbi, gli smemorati. Claudio Fava - una vita trascorsa a guardare il potere mafioso negli occhi, prima come giornalista, poi come scrittore e politico - perlustra questa terra di mezzo, le infinite zone grigie della compiacenza che hanno imbavagliato l’antimafia e reso possibile, talvolta addirittura favorito, l’esistenza della mafia.