sabato 3 ottobre 2009

NONSOLOCORNFLAKES [di Anna Terio]

Non me ne vorranno i suoi adepti, scrivo di lei da profana.

O forse dovrei dire da neofita.

Di questa donna sapevo poco o niente più che Cornflakes Girl.

Invece sono andata a vederla dal vivo poche sere fa, in un auditorium gremito traboccante di fans. Chissà cosa mi ha spinto, credo semplice curiosità.

Tori vuol dire uccello. Ed è – nella fattispecie – un soprannome. Non è difficile immaginare perché attribuire ali al nome di una figura simile. Spigolosa e rossa come una fiamma, alta o bassa non saprei dire, verrebbe da dire gigantesca, su quel palco pur enorme.

Tori Amos è una vera rockstar.

Eppure forse quello che inchioda è la sua natura tanto ibrida: il suo essere contemporaneamente genio musicale (suona 2, 3, 4 pianoforti - elettronici o tradizionali - contemporaneamente), voce da trip-hop, performer teatrale, fata incazzata quasi metal, atleta (suona a gambe larghe, testa rovesciata all’indietro quasi mai appoggiata al sedile, molleggiando su polpacci mostruosi..), mamma (le sue uniche parole, in apertura, sono state per la figlia natashya di cui roma è la città preferita al mondo).

Farfalla vestita di bianco, un abito cangiante che a seconda delle luci dei riflettori cambia colore – viola, verde, blu – se non addirittura fa da schermo per le videoproiezioni.

Una bambola terremotata, un’amazzone agguerrita, una signora dallo strazio sensuale, una combattente dolce.

Un’essenza di donna, come una voce di enciclopedia alla quale puoi leggere tutto quello che riguarda la femminilità nonché il femminismo.

Leggere dentro la sua musica lo stupro subito a 20 anni, l’aborto spontaneo che tanto l’ha dilaniata, piuttosto che la causa delle bambine “tradite” dalle madri con l’infibulazione. Ma anche le difficoltà di rapporto col padre prete e quindi con la religione. O il dare voce a icone come Jacqueline Kennedy (nel brano Jackie’s Strenght), o Rossella O’Hara (Scarlet’s Walk, dedica al nome dell’eroina un album intero) o Courtney Love (un pezzo rock, Professional Widow).
Tori Amos che tra un tour mondiale e l’altro firma anche colonne sonore importantissime, da Mission Impossible a Mona Lisa Smile.
Tori Amos dea del fuoco, dea dell’essere donne… under the pink.