domenica 28 dicembre 2008

zia Laura dopo un anno continua a mancarci [di Carlo Coppola]

Erano le prime ore della mattina del 28 dicembre 2007 e la prof. ssa Laura Vox, mia zia, chiudeva gli occhi per l'ultima volta per ricondursi alla casa del Padre.
E' passato dunque un anno e se da una parte sembra che ce ne ricordiamo appena dall'altra il vuoto è tanto grande che noi stessi ne portiamo il fardello.
Mancanza e presenza si alternano per me che ho avuto la ventura di essere suo pronipote.
Zia Laura ha segnato la mia vita e è stata il principale artefice del mio
ego cogitans.Nelle mie forme di pensiero, nei miei antichismi, nel mio amore per l'arte, nel mio desiderio di bello, di storia, di conoscenze vengono dalla cara zia e dai suoi ammaestramenti diretti o indiretti.
Così come dalla cara zia viene il mio agio nel trattare e nello stimare cosa opportuna la temperanza sempre e comunque, la continenza ed ogni forma di modestia di repulsione verso la frivolezza e l'estemporaneità dei rapporti umani.
La ricerca dei valori classici moderati dagli accenti cristiani, a cui la cara zia non mancò mai, costituiscono anche il mio impianto morale, e se oggi non vado a Messa come lei avrebbe voluto non affatto per opposizione e meno che mai alle forme gerarchiche sui cui essa si regge ma per rifiuto delle persone scarsamente incisive nella società e affatto capaci e tanto menefregosi da non voler far sentire realmente a nessuno la propria voce.