mercoledì 24 dicembre 2008

Stille Nacht [di Carlo Coppola]

E' Natale! Il senso del vicino e il senso del lontano fanno restare sgomenti, in questi pomeriggi di freddo del cuore, più nell'animo che nel corpo.
Qualche volta farebbe bene smettere di pensare e concentrarsi su pensieri non pensati. Farebbe bene smettere di pensare a qualsiasi pensiero che non è meditabile se non per paura o rimorso.
Di rimorsi ce ne sono tanti. Così anche di pensieri da pensare.
Il senso delle cose è questo il primo pensiero.
Il tempo del Natale e.... fra meno di un mese avrò trenta anni sonanti.
Ho fatto per tempo le cose importanti della vita e quest'anno ho festeggiato i sette anni dalla mia laurea.
Appena ho potuto/dovuto/voluto, ho dato.
Sono passati anche due lunghi anni dall'acquisizione del titolo di dottore di ricerca.
Nulla sembra voler cambiare, anche adesso non cambia niente. Ci sono solo maggiori responsabilità, per me, ad ogni passo. Anche adesso che ricevo qualche piccola soddisfazione, con qualcosa che scrivo, e che Aldo Moro mi guarda dal cielo assieme ai miei nonni che gli furono entrambi coetanei.
E mi accorgo di non aver ancora conquisito nulla nelle mie mani, e che ogni risultato, ogni sfizio mi costa fatica del corpo e dell'anima, una lotta continua contro amici e nemici per l'affermazione di un barlume di bontà, di indipendenza nei pensieri.
Mi trovo circondato da un'epoca di assoluto conformismo che non mi permette, se non di rado, di evadere da essa, e quando evado se ne colgono i risultati !
Cos'è il tempo? Cos'è lo spazio?
Eterni ostacoli del divenire, piccolissimi o grandissimi, a seconda dell'imperturbabilità dei casi!
Conosco i valori e mi muovo dentro di essi agilmente rispettandoli.
In questa notte Santa, o meglio in questo pomeriggio di baresissime abbuffate, vorrei poter piangere sinceramente, festeggiare in altro modo il Dio della Storia che viene ad annunciare il suo Eterno presente.
Ancora una volta sono condannato alla vita, ho in meno un po' di libertà, una parte di un dito, regalato quest'estate ad un cassonetto per rifiuti generici del Comune di Conversano. C'è una parte di me che riposa nell'immondizia e non mi seguirà nella dura terra o in un crematorio che sia.
Questo Natale, come in altri Natali, io penso alla mia morte che sarà a quella che mi porto nel cuore e penso alla cara zia Laura che per la prima volta quest'anno non è tra noi.
Vorrei esser morto tra i morti e vivo tra i vivi. Ma mi aggiro senza poter comunicare agli uni né agli altri, mentre il cuore si gela.
Questo Natale vorrei starmene

con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

E' Natale

I rest in peace.