venerdì 28 dicembre 2007

Ciao zia Laura

Cara indimenticabile zia Laura,
maestra e costante richiamo ai più alti valori morali, all'etica assieme laica e cristiana, alla temperanza, alla continenza, al timor di Dio, non vogliamo e non possiamo non essere tristi non avendoti più accanto viva tra noi.
Negli ultimi tempi ci bastava anche uno sguardo, con il quale mostravi di averci riconosciuti, a rinsaldare il legame di sangue che ci univa a te, e forse bastava anche solo un movimento delle labbra, un incompiuto sorriso o un difficoltoso cenno del capo, a confortarci della assenza di parole e di ammaestramenti che non potevano più venire, eloquenti ed espliciti, da te.
Sei stata una donna straordinaria e hai testimoniato con la tua umana esistenza la possibilità di coadiuvare le più alte virtù cristiane e la necessità della famiglia
, cui sempre ti sei votata, con l'emancipazione culturale e sociale della donna.
Ora vogliamo credere che tu stia disquisendo di Seneca morale e Cicerone nei luoghi dove è massima la coscienza/conoscenza di ogni cosa, e che il famoso tema in Latino su Seneca, grazie al quale ricevesti la docenza ti apra anche esso le porte dell'Empireo.
A noi il compito di narrare di te a chi verrà dopo
e, nel raccontare le nostre origini, da dove discende la nostra cultura umana, morale e materiale.
Aiutaci cara zia a serbare intatti e a trasmettere forti e saldi quei principi etici alla luce dei quali siamo stati da te educati al Bene, perché ci diano sempre la facoltà di camminare a testa alta tra gli uomini di buona volontà, contro le scorrettezze e le avversità che nella vita umana spesso si incontrano.
Ciao zia Laura,
sono certo di rivederti ad attendermi nel giorno in cui anche io busserò al limitar di Dite. Sarà allora che chiederò di essere accolto e sarai tu a tenermi la mano durante la mia lunga attesa fuori dalla porta invalicabile. Sarai tu a confortarmi come sempre, come davanti alle ingiustizie, mostrandomi anche i miei molti molti errori,
redarguendomi a dovere, ma non lasciando che io ceda neppure un istante allo sgomento per il peso di quelli.

Tuo nipote
Carlo

la prof. ssa Laura Vox si è spenta all'età di 93 anni


Alle 8,30 di oggi 28 dicembre 2007 è ritornata eterna alla dimora Laura Vox, professoressa e donna straordinaria simbolo di emancipazione culturale e sociale della donna nel XX secolo.
Dopo una lunga malattia che ne ha inibito per più di un anno la parola e il movimento ha finalmente trovato il suo riposo.
Il rito funebre si svolgerà domani 29 dicembre 2007 presso la parrocchia di Santa Cecilia alle ore 10,00.
Ne seguirà la tumulazione presso la cappella di famiglia nel Cimitero di Bari, nei pressi della cappella della Madonna delle Grazie.

giovedì 27 dicembre 2007

assassinata Benazir Bhutto eroe della democrazia


Benazir Bhutto (Karachi, 21 giugno 1953 - Islamabad, 27 dicembre 2007)

I was the first female to lead a post-colonial Muslim state, having been elected Prime Minister of Pakistan in 1988. I am the eldest child of deposed Pakistani premier Zulfikar Ali Bhutto and his wife, Begum Nusrat Bhutto, who was of Kurdish-Iranian origin. I studied at Oxford University and also have a degree from Harvard University. I too was deposed after 20 months of rule by then president Ghulam Ishaq Khan and charged with flagrant corruption and widespread kleptocracy. My opponent used the Eighth Amendment to dissolve parliament and force an election. I was re-elected in 1993 but was dismissed three years later amid various corruption scandals by then president Farooq Leghari, who also used the Eighth Amendment discretionary powers. The Supreme Court upheld President Leghari's dismissal by a 6-1 ruling. I have repeatedly stated my intentions to return to Pakistan, and met in July of 2007 with President Musharraf in Abu Dhabi to discuss a power-sharing accord which may lead to free elections in Pakistan.

E' stata fino ad oggi, in vita e continuerà ad essere una straordinaria donna politica.
Pakistana, primo ministro del Pakistan per due volte: dal 1988 al 1990 e dal 1993 al 1996.

Benazir Bhutto era la figlia del primo ministro Zulfikar Ali Bhutto e di Begum Nusrat Bhutto (di origini curdo-iraniane). Il nonno paterno fu Sir Shah Nawaz Bhutto, di etnia Sindhi, figura chiave del movimento indipendentista pakistano.
Ha frequentato le scuole in Pakistan, e nel 1973 si è laureata in scienze politiche presso l'Università di Harvard. Si è trasferì ad Oxford dove conseguì una ulteriore laurea in politica, filosofia ed economia.
Dopo l'università è tornata in Pakistan e, mentre suo padre veniva assassinato per volere del generale Muhammad Zia-ul-Haq, è stata confinata agli arresti domiciliari. Quando nel 1984 le fu permesso di ritornare nel Regno Unito, divenne leader in esilio del Partito del Popolo Pakistano (PPP) già presieduto dal padre.
Trascorse così otto anni in esilio volontario tra Dubai e Londra. Il suo ritorno in patria per prepararsi alle elezioni nazionali del 2008, il 18 ottobre 2007, fu funestato da un gravissimo attentato con 138 vittime e almeno 600 feriti. Gran parte delle vittime presenti tra la folla erano membri del suo partito, il PPP. Il giorno seguente l'ex premier ha accusato il governo del presidente Pervez Musharraf di non aver preso provvedimenti preventivi affinché la strage, della quale era stato dato l'allarme da parte dei servizi segreti prima delle esplosioni, fosse scongiurata.
In mancanza, tra l'altro, di rivendicazioni degli attacchi suicidi, Benazir Bhutto si era detta certa che questi fossero stati opera di un gruppo di matrice talebana e sicuramente anche di un gruppo di seguaci dell'ex dittatore Muhammad Zia-ul-Haq, autore del golpe contro il governo del padre Zulfikar Ali Bhutto.

sabato 22 dicembre 2007


Anna Terio & Carlo Coppola
e tutti i redattori di
Neratzoula Arts & Performances blog

augurano agli amici visitatori

Buon Natale !

..... Le foto con albero e Presepe le metteremo all'Epifania
perché tutte le feste se ne andranno via (olé !!!)

Festa del Cinema delle Periferie a Enziteto - Bari

mercoledì 19 dicembre 2007

Sognando Scipio....anche senza elmo

3 (6.11) ‘Videsne illam urbem, quae parere populo Romano coacta per me renovat pristina bella nec potest quiescere?’ (ostendebat autem Karthaginem de excelso et pleno stellarum illustri et claro quodam loco) ‘ad quam tu oppugnandam nunc venis paene miles. Hanc hoc biennio consul evertes, eritque cognomen id tibi per te partum, quod habes adhuc a nobis hereditarium. Cum autem Karthaginem deleveris, triumphum egeris censorque fueris et obieris legatus Aegyptum, Syriam, Asiam, Graeciam, deligere iterum consul absens bellumque maximum conficies, Numantiam exscindes. Sed cum eris curru in Capitolium invectus, offendes rem publicam consiliis perturbatam nepotis mei.’

4 (6.12) ‘Hic tu, Africane, ostendas oportebit patriae lumen animi, ingenii consiliique tui. Sed eius temporis ancipitem video quasi fatorum viam. Nam cum aetas tua septenos octiens solis anfractus reditusque converterit, duoque ii numeri, quorum uterque plenus alter altera de causa habetur, circuitu naturali summam tibi fatalem confecerint, in te unum atque in tuum nomen se tota convertet civitas, te senatus, te omnes boni, te socii, te Latini intuebuntur, tu eris unus, in quo nitatur civitatis salus, ac, ne multa, dictator rem publicam constituas oportet, si impias propinquorum manus effugeris.’Hic cum exclamasset Laelius ingemuissentque vehementius ceteri, leniter arridens Scipio ‘St! quaeso’ inquit, ‘ne me e somno excitetis, et parumper audite cetera.’

5 (6.13) ‘Sed quo sis, Africane, alacrior ad tutandam rem publicam, sic habeto: omnibus, qui patriam conservaverint, adiuverint, auxerint, certum esse in caelo definitum locum, ubi beati aevo sempiterno fruantur; nihil est enim illi principi deo, qui omnem mundum regit, quod quidem in terris fiat, acceptius quam concilia coetusque hominum iure sociati, quae civitates appellantur; harum rectores et conservatores hinc profecti huc revertuntur.’

7 (6.15) Atque ego ut primum fletu represso loqui posse coepi, ‘Quaeso’ inquam, ‘pater sanctissime atque optime, quoniam haec est vita, ut Africanum audio dicere, quid moror in terris? quin huc ad vos venire propero?’ ‘Non est ita’ inquit ille.‘Nisi enim deus is, cuius hoc templum est omne, quod conspicis, istis te corporis custodiis liberaverit, huc tibi aditus patere non potest. Homines enim sunt hac lege generati, qui tuerentur illum globum, quem in hoc templo medium vides, quae terra dicitur, iisque animus datus est ex illis sempiternis ignibus, quae sidera et stellas vocatis, quae globosae et rotundae, divinis animatae mentibus, circulos suos orbesque conficiunt celeritate mirabili. Quare et tibi, Publi, et piis omnibus retinendus animus est in custodia corporis nec iniussu eius, a quo ille est vobis datus, ex hominum vita migrandum est, ne munus humanum adsignatum a deo defugisse videamini.


(foto by Anna Terio)

lunedì 17 dicembre 2007

Lugano Addio di Ivan Graziani


un grande omaggio a Ivan Graziani


Le scarpe da tennis bianche e blu
seni pesanti e labbra rosse e la giacca a vento

Oh ! Marta io ti ricordo così
il tuo sorriso e i tuoi capelli fermi come il lago
Lugano addio cantavi
mentre la mano mi tenevi
"Canta con me"
Tu mi dicevi ed io cantavo
di un posto che
non avevo visto mai

Tu, tu mi parlavi di frontiere
di finanzieri e contrabbando
mi scaldavo ai tuoi racconti

"Eh mio padre sì," Tu mi dicevi,
"Quassù in montagna ha combattuto !"
Poi del mio mi domandavi

Ed io pensavo a casa
mio padre fermo sulla spiaggia
le reti al sole i pescherecci in alto mare
conchiglie e stelle
le bestemmie e il suo dolore

Oh ! Marta io ti ricordo così
il tuo sorriso e i tuoi capelli fermi come il lago

Lugano addio cantavi
mentre la mano mi tenevi
addio cantavi
e non per falsa ingenuità
tu ci credevi
e adesso anch'io che sono qua

Oh ! Marta mia addio ti ricordo così
il tuo sorriso e i tuoi capelli fermi come il lago...

domenica 16 dicembre 2007

Findus-post [di Anna Terio]

A roma fa un freddo micidiale, oggi. Un freddaccio secco e definitivo. Non credo di aver mai sentito così tanto freddo qui a roma, da quando ci vivo. Oggi è sabato. Ho pensato: stasera non esco per nessuna ragione al mondo. Stasera non mi muovo neanche sotto tortura. Termosifoni a palla, dvd di “amore e altre catastrofi” (film di Emma-Kate Croghan del 1996), camel silver, divano. Cenetta a base di fonzies, semi di zucca e yogurt coop ai frutti di bosco. Mani guance orecchie e piedi caldi, maglioni morbidi addosso. Alla fine anche se non hai un caminetto con davanti la pelle d’orso bianco su cui rotolarti… che meraviglia stare in casa quando fuori c’è aria di neve! Dopo circa 45 minuti di film, mi viene un attacco d’asma. Ora, è vero che io da anni soffro molto d’asma, ma di asma allergica, quella primaverile per intenderci, da marzo a giugno per intenderci.
Ebbene, essendo colta alla sprovvista dall’asma, risulto essere tragicamente sprovvista (perdonatemi la ripetizione...) del Magico Ventolin. Il MV è un vero Signor Farmaco, è un farmaco salvavita. Il MV è il sollievo degli asmatici, ti ridà il respiro con un puff. Chi ne ha fatto uso lo sa, ha un sapore chimico delizioso che ti apre i polmoni, la sola vista del suo spruzzino grigio-blu ti fa sentire meglio, e sapere che ce l’hai sempre in borsa ti dà un leggero brivido, come di sfida alla morte e alla malattie. A volte mi è capitato di svegliarmi nel cuore della notte sudata senza fiato coi polmoni in fiamme con il sapore del sangue in gola, ma il MV mi ha sempre salvata! Lo so bene, è una legge non scritta: senza MV, l’asma non passa. E con l’asma non si scherza. E sono le 11,30 di sera, e a roma fa il freddo più micidiale che si possa immaginare, e io adesso devo vestirmi, uscire, e andare a cercare la farmacia del turno di notte. Cioè, un incubo. Effettivamente all’inizio sono indecisa tra il morire d’asma, e il morire di freddo. Meno male che ogni tanto il mio buonsenso funziona, e ha la meglio sul mio cattivosenso. Mi copro all’inverosimile, pantaloni enormi della tuta sopra un paio di jeans, berrettone in testa, sciarpa a triplo giro anaconda intorno al collo, strati di vestiti che scoraggiarebbero l’amante più focoso. Metto il dvd in pausa, smadonnando.

Mi rendo conto di non possedere nemmeno un paio di guanti. Smadonno. Poi mi ricordo di un paio di guanti lunghi fino al gomito che avevo messo per fare Blanche in Un tram che si chiama desiderio, anni fa. Apro il baule dei miei costumi teatrali. Ebbene sì, sono uscita vestita oversize da finta rapper ma con le dita delle mani foderate di pseudoseta lucida grigioperlata. Il freddo mi brucia le narici e la parte liquida degli occhi, mentre la tosse asmatica nel frattempo mi squassa. La farmacia di turno è a mezzo chilometro. Smadonno. M’incammino. Strade vuote, fontane ghiacciate. Incontro solo: la mia ombra, illuminazioni natalizie e gente che porta fuori il proprio cane. E una coppia di ragazzi di colore con in mano un palloncino verde di telethon ciascuno. Ah, e una sagoma scura incappucciata – che potrei essere io – che dà fuoco ad un cassonetto. A proposito, ho sottovalutato il mio corpo.
Il freddo non lo annulla, anzi: lo guida, lo accende. Le gambe vanno svelte e dritte, decise. Le mani stano accucciate nelle tasche col loro vestito da sera grigioperla. La testa è bassa ma fende il gelo. Gli occhi lacrimano, ma vedono tutto. Non mi sono messa l’i-pod terrorizzata all’idea delle fessure create per le cuffie nel berretto… Ma ad un certo punto, sulla mia sinistra, l’insegna della farmacia. Ehi, quasi non me l’aspettavo più. Una specie di oasi, mi immagino una megainsegna a forma di ventolin al posto della croce verde, è come avere delle visioni, come tom che pensa a come cucinarsi jerry, come homer con la ciambella donut, o pluto con l’osso, come un tossico con la sua pera, come gli automobilisti e i motociclisti con la benzina in questi giorni assurdi appena trascorsi.
Ho il ventolin in tasca. Stanotte sono stata costretta a fare la passeggiata più solitaria e speciale e nuova che poteva capitarmi. Quasi ringrazio la mia asma. Quasi vorrei avere un cane per doverlo portare fuori ogni sera con qualsiasi tempo, a qualsiasi costo. Così ho capito che. E’ stupido temere il freddo, soprattutto se si è coperti bene, e se si sa perfettamente dove andare.

giovedì 13 dicembre 2007

IFF Awards 2008: al via le nuove iscrizioni

Scade il 30 marzo 2008 il bando per partecipare alla sesta edizione dell'Imaginaria Film Festival

On line il bando di concorso per il IMAGINARIA FILM FESTIVAL

Conversano (Italia), 12 dicembre 2007

Sino al 30 marzo 2008 sarà possibile presentare opere cinematografiche per partecipare al bando di concorso della sesta edizione del IFF (Imaginaria Film Festival), che si terrà a Conversano a luglio 2008. Tutte le informazioni per iscriversi e il bando sono presenti sul sito www.imaginariafilmfestival.org.

L'IFF si è caratterizzato da subito per la forte vocazione internazionale presentando al pubblico pugliese opere provenienti da più di settanta Paesi, con anteprime nazionali europee e mondiali.

Organizzato dal Circolo del Cinema Atalante di Conversano e diretto da Luigi Iovane e Giuseppe De Mattia, Imaginaria gode del sostegno dell'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Conversano, il contributo del Ministero dei Beni Culturali – DGC, il contributo dell'Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e dell'Assessorato alla Cultura della Provincia di Bari.

Imaginaria, registra ogni anno crescenti apprezzamenti e si sta affermando come un'importante appuntamento per il cinema indipendente. Un'occasione per filmakers di tutto il mondo per presentare opere originali in assoluta anteprima.

Le opere selezionate per il concorso saranno oltre 100 (nell'edizione 2007 sono state inviate al festival più di mille tra pellicole, tapes e DVD, provenienti da 70 paesi).

Queste le sezioni in concorso:

Feature Films (lungometraggi);

New Frontiers (opera prima)

Short Films (cortometraggi);

Digital Video (digitale);

Animation (animazione);



Premi speciali sono stati attribuiti, nel corso delle precedenti edizioni a Marco Bellocchio, Maya Sansa, Marcello Prayer, Luigi Lo Cascio e tanti altri.

Il programma del IFF '08 sarà arricchito da retrospettive e seminari concernenti vari aspetti della cinematografia. Particolare attenzione per le opere prime internazionali e all'attesissimo Mutosonoro con la visione di capolavori del cinema muto presentati con musica originale eseguita dal vivo.

Per ulteriori informazioni contattare,

Circolo del Cinema Atalante

Luigi Iovane (338 9222118 – luigi at imaginariafilmfestival.org)

Ufficio stampa: Carlo Coppola - carlo at imaginariafilmfestival.org
www.imaginariafilmfestival.org



PRESS RELEASE

IFF Awards 2008: it's time to apply!

On March 30th expires the deadline to participate at the Sixth Edition

Apply on line for the IMAGINARIA FILM FESTIVAL



Conversano (Italy), December 12th 2007

The deadline for submitting works to participate in the Sixth Edition of the IFF (Imaginaria Film Festival) that will take place in Conversano in July 2008 is March 30th, 2007.

All information to apply and the official Call for Entry are available on the website: www.imaginariafilmfestival.org.

Since the beginning, the IFF has distinguished itself for the strong International calling presenting to the public in Conversano works coming from more than seventy Countries, with European and World Italian preview.

Supported by the Directorate of Cultural Policies of the City of Conversano, with the contribution of the Ministry for Cultural Activities (DGC) and the Directorate of Culture of the District of Puglia, every year the Imaginaria Film Festival is recording more and more appreciations and imposing as an important appointment for the Independent Cinema. An opportunity for filmmakers from all over the world to present original works absolutely preview.

More than 100 works will be selected for the competition (more than 1.000 films, DVD coming from 70 countries were sent to the Festival for the 2007 edition).

The competing sections are:

Feature Films;

Short Films;

Digital Video;

Animation;



During previous edition, special prizes have been granted to: Marco Bellocchio, Maya Sansa, Marcello Prayer, Luigi Lo Cascio and many more.

The programme of the IFF 2008 will be enlarged by retrospectives and seminars on different aspects of the film industry. Specific attention will be given to the Foreign First Works that, as in the past years, will be presented out of competition.

For further information:

Luigi Iovane ( luigi at imaginariafilmfestival.org)

Press office: Carlo Coppola (info at imaginariafilmfestival.org)


Imaginaria Film Festival
P.O. Box 50, 70014 Conversano - Italy
t: 39 080 2370969
f: 39 080 2370969
c: 39 338 9222118
skype: iovlui
mailto: info at imaginariafilmfestival.org
www.imaginariafilmfestival.org

lunedì 10 dicembre 2007

Cene, cenette e ceneri. La chiusura della Route Seventies - 1 -

Cene cenette e varie e anteprime feste. Si iniziò il mese con quella dedicata al Goffredone nazionale, il critico col nome d'un cane di pezza come volle qualcuno in tempi non sospetti mentre si leggeva un numero ultimo di "Linea d'Ombra". Passano gli anni e l'assenza rimane. E lui amico non sempre in accordo di PPP, non presentandosi alle cene continua a lasciare un vuoto dal difficile riempimento.
Ma senza perdere l'anima per questo mangiammo e bevemmo percorrendo gli impervi sentieri del cinema ormai esacerbati.
Cogliamo
le differenze di quello che accade ed allora recepiamo un gradito biglietto d'un'amica che scrive:

"Voglia la Signoria Vostra divulgare l'importante documentazionestorica in allegato dalla eccellente bacheca gnomica del suo blog. A proposito, non ho visto il festino, che mi faceva pensare più ad unanotte orgiastica con amici, ben più piacevole di un, a quanto pare, triste spettacolo teatrale, ma come non fare eco ai tuoi "GridiDisperati" contro la sottocultura?"
Essendo di costei le foto, le pubblico. Grazie a Rossella Crocitto fotografa di quel sabato santo.

Un consiglio di Lettura [di Anna Terio]

devo assolutamente consigliare un libro di racconti che ho divorato ieri sull'eurostar bari-roma: "manuale per ragazze di successo" di paolo cognetti.
da pag. 108
"Ho pescato un paio di magliette dall'acqua e ho preso la pentola più grande che avevo in cucina: ho annodato le magliette intorno alla perdita, ho lasciato la pentola sotto il lavandino e ho fatto il numero del pronto intervento, e poi mi sono accorta che invece di infuriarmi avevo voglia di ballare. Così ho messo su il mio caffè e un vecchio disco dei Beach Boys, ho alzato il volume e sono saltata sul divano letto, ho cominciato a fare il surf. ho ballato in onore di tutti gli uomini che non mi stavano guardando. Ho dedicato un ballo al direttore e a Marco: grazie per la dolcezza, l'ironia, il desiderio. Ho dedicato un ballo a mio padre: grazie per la buona educazione, per il gusto in fatto di maschi, e anche per avermi tolto il saluto. Ho dedicato un ballo a tutti i padroni: grazie per esservi presi la mia casa e il mio lavoro, ed eravamo appena al quarto pezzo quando è arrivato l'idraulico."

Mud Post [di Anna Terio]

lavo i piatti e adoro la schiuma l'acqua bollente e l'odore superchimico del detersivo al limone o alla mela o all'aceto o alla menta&bicarbonato. la schiuma mi fa impazzire, al di là del sempreverde fascino delle bolle di sapone, intendo. la schiuma ha una consistenza che è un incrocio tra stati: solido, liquido e gassoso. ecco, se fossi un materiale, vorrei essere schiuma. schiuma di mare, schiuma di bagnoschiuma o di shampoo, schiuma di candeggina sui marciapiedi davanti alle case di barivekkia. schiuma.

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
e rido e piango e mi fondo
con il cielo e con il fango

ps: oggi sull'autobus 910 c'era una signora con "vivo per lei" come suoneria del cellulare.... ma come si fa?! dai! vivo per lei NO!!!!

Factory Post [di Anna Terio]

Il giorno del mio compleanno sono andata con le mie amiche a vedere un film la cui uscita attendevo trepidante. E siccome non faccio che leggere o ascoltare critiche assolutamente negative su questo film, che invece a me è piaciuto tanto (forse solo perchè sono una piccola attrice, chissà), voglio difenderlo…..! “Factory girl” narra la storia di Edie Sedgwick (Sienna Miller) , divenuta una delle più grandi icone della cultura pop americana. La Sedgwick era originaria di una famiglia aristocratica dal sangue blu, talmente conosciuta nel New England, che la loro tomba nel Massachusetts era nota col nome di “Sedgwick Pie”. Era, quindi, già considerata una principessa americana quando incontrò Andy Warhol (Guy Pearce), esponente della contro-cultura e la sua vita cambiò radicalmente. Andy invita Edie ad entrare nel mondo della leggendaria Factory, ex fabbrica di cappelli della città, diventato un paradiso bohemien di creatività e la trasforma nella sua musa. Edie ben presto diventa la stella dei film di Warhol, oltre che l’idolo della Factory e la beniamina dei media. Diventa l’icona di una generazione, la donna di cui si diceva che tutti gli uomini desiderassero e che tutte le donne aspiravano a diventare. La sua immagine divenne il simbolo della donna americana moderna per eccellenza: energica, ribelle e tuttavia profondamente vulnerabile.
Vogue Magazine coniò addirittura un termine per la rivoluzione che rappresentò, la soprannominò infatti “Youthquaker.” Una povera piccola ragazza ricca: Edie Sedgwick spesso si definiva così. Per Andy Warhol, quando il loro rapporto era allo zenit, era invece semplicemente una 'fabulous superstar'. Modella, attrice, artista a tempo perso, Edie Sedgwick è stata una rapidissima meteora nello star system degli anni Sessanta… da rampolla dell'establishment statunitense a regina della cultura underground, fino alla morte per un mix di barbiturici e alcol a soli 28 anni.
Nei suoi panni una “It girl” contemporanea, Sienna Miller, altrettanto bella, slanciata, corteggiata, e altrettanto inequivocabilmente trendsetter, con uno stile personale fatto di vintage, grandi firme e pezzi da mercatino da poco confluito sul mercato in una linea di abbigliamento disegnata dalla stessa Miller congiuntamente alla sorella stilista.

Ricca, per l'appunto, di aristocratica famiglia, quando sbarca nella Grande Mela appena ventenne ha già alle spalle un curriculum di tutto rispetto, fra abusi sessuali dal padre, ricoveri in clinica psichiatrica, suicidi in famiglia, anoressia. Voleva essere un'artista, ma soprattutto voleva la celebrità: l'incontro con Andy Warhol la porta al centro della scena artistica newyorkese, il suo look fa il resto. I capelli corti biondo platino, gli occhi sempre molto truccati e resi enormi da almeno due paia di ciglia finte, gli orecchini a lampadario, gli abitini smilzi o addirittura soltanto magliette su semplici collant neri, gli immancabili tacchi a spillo: uno stile che fece epoca, copiato ancora oggi, e reso fedelmente nella pellicola dal costumista John Dunn grazie al contributo di Betsey Johnson, lo stravagante designer per il quale Edie Sedgwick è stata modella, e all'utilizzo di pezzi autentici scovati da fornitori come Paperback Princess e The Way We Were.
Nel cast anche lo splendido Hayden Christensen (l’Anakin Skywalker di “Guerre stellari”) nei panni di un personaggio che ricorda (troppo) Bob Dylan (di qui la furia del cantautore: nel film sembra che sia rimarcata l’accusa di essere uno dei motivi che spinsero Edie al suicidio) e che rappresenta quella cometa di salvezza e purezza cui Edie prova ad aggrapparsi e che invece la investirà shiacciandola con la furia di un cavallo imbizzarrito.

domenica 9 dicembre 2007

a proposito del Festino di Emma Dante [di Carlo Coppola]


Avevo evitato di leggere le recensioni e il tema dello spettacolo per avere uno sguardo pulito e limpido.
Di corsa e dopo una interminabile coda, riusciamo ad accedere ad un disorganizzato Kismet che non ha più la bell'aria di tanto tempo fa.
Così, superato il senso di smarrimento e di vuoto iniziale, attraverso il portone giallo, accedendo a quell'antro che per lungo tempo mi è stato assai familiare.
Prendiamo posto, io Marialuisa, il suo amico Giuseppe. Anna Terio, la mia super red-atttrice è lontana!
Inizia lo spettacolo! Dal primo istante vedo qualcosa di assai pretenzioso che non mi lascia tranquillo, forse nella scenografia, forse non riesco a credere alla regia, all'attore, ai gesti che compie. Potrei andarmene subito, ho capito dal primo istante dove sta andando a parare, e lo spettacolo per me è finito!
L'idea di profonda angoscia mi invade, senza apparente ragione.
La ragione poi scopro esserci, lo scopro tutta, lo scopro alla fine.
Davanti alla manifestazione, come epifania, dell'attore alle prese con un testo inutile, a tratti pleonastico nella sua scarnificazione, mi sento davvero sconfortato per lo stato del teatro italiano.
In verità non tanto per quello che ho visto, che era un compitino ben eseguito con pezzi di bravura individuale del prestigi-attore, giocoliere, danz-attore, equilibrista, atleta dal corpo posseduto da un Duende estroflesso, estroflettente di cui ignoro le necessità!
Il mio problema è tale rispetto alla visione che ho del teatro. Il teatro non è solo ricerca ma anche innovazione e quella di ieri sera non mi è sembrata, né ricerca, né innovazione.
Tutti quelli che plaudisco e plaudono, in evidente visibilio, (4 uscite dell'attore che coglie gli applausi non si vedevano manco per Leo De Berardinis o per i Magazzini di Tiezzi e Lombardi) mi chiedo se abbiamo mai visto Andrea Renzi, Toni Servillo, Marco Foschi, Fausto Russo Alesi, solo per citare i maggiori attori degli ultimi 10 anni!
Forse non hanno mai assistito ad uno spettacolo di Mario Martone, di Enzo Moscato, della Raffello Sanzio, di Cesar Brie, dei Fanny e Alexander, dei Motus, del Teatro Valdoca, di Pippo Del Bono, di Danio Manfredini, del Teatro del Lemming e neppure.... ad un monologo di Mariano Dammacco! Tutti stratosferici ma nessuno si è mai permesso di chiamarli "strepitosi", né loro né i loro intepreti, che pure lo erano!
Rispetto al teatro degli anni novanta, si sono fatti negli ultimi 10 anni solo passi indietro! Emma Dante, e questo lavoro rivelano come la fortuna di Sud Costa Occidentale sia una fortuna "politica", e come dopo Mpalermu, Carnezzeria e Cani di bancata, chiunque possa soccombere agli elogi della critica bastarda e tiranna!
La "politica" delle emozioncelle lanciate come becchime a polli pigolanti che plaudono a un mangime qualunque perché hanno fame, ormai paga, e paga molto!
Li si piglia per fame i polli, li si ingrassa, e poi li si spennerà! Li si lascerà alla fine di nuovo affamati e assetati, in cerca di una nuova emozione come di una nuova droga, con lo spiritello-animuccia loro assetato d'un Duende troppo a lungo lesinato!
Tenere bassa la qualità significa tenere superlativo il livello di cose che dieci anni fa non avrebbero destato alcuno scalpore. Dieci anni fa la scena del teatro italiano era piena di cose davvero eccezionali, gli spettacoli di innovazione si riempivano i teatri. Anche di chi non sarebbe mai andato a vedere mai volutamente uno spettacolo di ricerca si dovette ricredere!
E poi... la gente non andava a fare bella mostra del proprio sè, ma iniziava ad andarci per necessità.
La disfatta iniziò col "Gabbiano" di Necrosius (tra le cazzate più grandi del secolo!) non perché solo brutto e insensato ma perché pompato senza ragione e affidato a poveri attori seppur geniali in cerca di una direzione millantata in cui lo stesso regista estone poco aveva contribuito.
Così la critica in quel caso autrice della stessa operazione, (autore vero del lavoro era stato il meraviglioso
Quadri!). La critica era colpevole di speranze disattese, sì proprio quella che fa le politiche accademiche, quella che fa i giochini di palazzo (povero palazzo!), quella che ci ha consacrato solo super attori, finiti loro malgrado a far fiction e bruciarsi anzitempo!
Massimo Popolizio, Fausto Russo Alesi, Marco Foschi, Filippo Timi sono stati l'esempio di quella disfatta perché troppo giovani, troppo inesperti, troppo poco scafati. Toni Servillo è stato salvato solo dalla sua esperienza vent'ennale. Il CTS di Caserta prima e l'esperienza di Teatri Uniti poi lo hanno reso praticamente indistruttibile.
Gli altri avevano troppo poco midollo per botte di "successo" così forti, così subitanee, per elogi così sperticati, e registi così assassini!
Lasciamo solo un augurio che l'incensatissima vittima del "festino di Emma Dante", Gaetano Bruno, resista ancora almeno qualche anno, che magari...fermi il massacro.


Festa dell'Immacolata Concezione

ieri 8 novembre l'Immacolata Concezione una volta nelle chiese si cantava un canto mariano bellissimo, Tota pulchra ...


da cantare era difficile, nei giorni della novena dell'Immacolata.
L'ho fatta per qualche anno la novena quando mi sentivo cristiano cattolico apostolico e anche romano. O Roma o morte!
Il ritorno al latino alle tradizioni della chiesa antica ero per me una fonte di gioia. Uno come Joseph Ratzinger lo avrei adorato ancora di più e amato maggiormente... Seven' auti tiemp!!!
Così ieri giornata di festa, ho incontrato Anna Terio, la super blonde red-attrice, ela Marialuisa Longo e siamo andati a vedere il "Festino" di Emma Dante.

lunedì 3 dicembre 2007

Il pedagogico grido disperato di Arcangelo Leone De Castris

Sempre più spesso nelle pubbliche manifestazioni culturali di Cinema, Arte, Filosofia baresi rivediamo con piacere la figura mitica del prof. Arcangelo Leone De Castris. Maestro dei miei Maestri, o meglio Padre dei miei Padri, (ritenendomi io un figlio spirituale di Giuseppe Bonifacino, quantunque e più abbandonato e non erede!).
Il prof. De Castris, tra i più feroci avversori della filosofia crociana, delle sue categorie metafisiche, vieppiù estetiche, dopo aver abbandonato per ragioni di salute la scena pubblica per alcuni anni è tornato a tuonare negli ultimi tempi ponendo ai suoi tanti allievi questioni basilari, che lasciano talvolta stupefatto l'interlocutore e le più giovani generazioni che non ne hanno mai sentito le memorabili lezioni, piene di racconti di fede e di passione, certezze dubbiose, aventi in sé il germe stesso dell'indagine, del logos.
Così capita che tal-uni scambino
tal-volta Arcangelo Leone De Castris per un vecchio rimbambito, pieno di cose e notizie da un'altra vita. Da un'altra epoca. Di un'altra storia. Ora quell'uomo ripiegato su un bastone, che nessuno aiuta più a scendere le scale, perché Hdemicamente niente più conta, e a cui nessuno porta più la borsa carica, perché più bagaglio non ha fuori da sé, sembra non essere stato mai tanto savio.
Ora è duro con la società che sempre più spesso si dimostra antipedagogica e in cui i maestri hanno abdicato per sempre dal loro ruolo. "Costoro non hanno niente da pervertire e niente da insegnare" avrebbe detto il mio Carmelo. La loro funzione è ormai inutile, recepita e affidata, e non è solo un paradosso, ai tronisti di Maria De Filippi, quando va meglio alle berlusconate, quando alle grillate, alle benignate di chi con la coca in tasca tuona contro la droga, di chi con la democrazia in bocca si fa imperatore. Non più modelli e schieramenti democratici contrapposti ma Marc'Antonio contro Ottaviano, l'imperialismo di fatto, che trasforma il titolo di Augusto Imperatore in quello populista di arringator di folle, spesso senza i necessari strumenti di retorica, politica, civiltà.
Ora, davanti a queste usurpazioni, alle genuflessione reciproche d'Hdemia, intenta a scambiarsi con la stessa velocità profondi colpi di un muscolo linguale che blandisce e ferali colpi di coltello (sempre alla schiena, dove alta, dove bassa), ora che i cattedratici arrivano a declamare leggendoli come la Commedia Dantesca, i nauseabondi contenuti dei loro imbelli programmi didattici, davanti agli ospiti di fama internazionale per far vedere quanto sono bravi, Arcangelo Leone De Castris, ora combatte, forse pentito in cuor suo di aver innalzato agli onori della cattedra taluni di questi geniacci e sembra voler salvare le nuove generazioni da questi falsi maestri in grado di togliere la foga della passione a vantaggio del nozionismo cattivo e noioso, riducendo lo studio con impeto a dottrina stanca e volgare.
Viva Arcangelo Leone De Castris!

domenica 2 dicembre 2007

il post della vecchietta [di Anna Terio]

Roma 30/11/2007 ore 17:23

oggi camminavo alla stazione termini, il mio posto preferito, stavo scendendo al galoppo le scale del secondo piano upim-reparto casa, i-pod nelle orecchie, e ho quasi travolto una vecchietta molto molto anziana. ben vestita, con capelli da parrucchiere recente, il bastone di legno pregiato in mano. cercava con grandissima fatica di salire le scale. mi parla, io non capisco, mi fermo, le chiedo di ripetere. mi dice "signorina siete italiana voi?". "sì, signora, perchè?" "e perchè qua sò tutti stranieri! voi mica sapete dov'è l'ospedale san raffaele?". ora, effettivamente dentro termini lato via giolitti c'è al secondo piano una struttura pseudo-ospedaliera ipermoderna, con tutti i reparti, tipo poliambulatorio. il san raffaele, appunto. ma molto lontana da dove eravamo noi! termini è come una piccola città, un labirinto, io la conosco come le mie tasche ma sono anni che la spulcio in ogni angolo... le dico "sì, signora, ma deve scendere, camminare un bel pò sempre dritto, superare la posta, e poi risalire al secondo piano". lei mi guarda illuminata con gli occhietti sgranati, mi arriva più o meno all'ombelico, e sento il suo profumo, è una vecchietta profumata. penso a mia nonna anna e alla sua scia di violetta di parma. "ah, ma allora è qui! grazie, signorina, meno male!" e si avvia col suo passo da piccolo bradipo ferito nella nuova direzione. la seguo, la raggiungo con mezzo passo delle mie nike, che corrisponde almeno a 4 delle sue scarpine valleverde, le offro il braccio e lei mi sorride tutta contenta. mi domando come sia possibile che qualcuno possa permettere a una vecchietta del genere di aggirarsi nella giungla della stazione termini così tutta sola. un figlio, un nipote, una badante?! e siccome ne so qualcosa di nonne testarde, le dico "signora ma non poteva farsi accompagnare?". lei si ferma, alza su di me uno sguardo improvvisamente focoso e fiero quanto addolorato e mi fa "lasciamo perdere, signorina, io ho fatto la volontaria per più di 40 anni e ora non c'è nessuno che mi accompagni". sfila il suo braccino dalla mia manica carhartt, e senza più voltarsi si avvìa, traballante ma decisa. io resto lì gelata. non riesco a seguirla di nuovo. è come se mi avesse inchiodata al pavimento, con quelle parole. non mi voleva più, rappresentavo per lei la società bastarda che non si cura degli anziani, e non avevo scampo. allora sono andata via, ma tutta la giornata non ho avuto che la immagine e la sua voce in testa. era arrivata al san raffaele? e come era tornata poi a casa sua? perchè non l'avevo accompagnata comunque? ero stata inopportuna a chiederle perchè non si era fatta accompagnare? bu. vorrei chiederle scusa. vorrei che lei leggesse il blog e sapesse che mi sono pentita di non averla accompgnata io. vorrei darle il mio numero e dirle mi chiami signora tutte le volte che ha bisogno. e invece forse sarei terrorizzata all'idea che poi mi chiamasse davvero. forse non le risponderei al telefono. altro che giovani marmotte. e allora mi sento o sdolcinata, o cattiva. senza vie di mezzo.

un post gigante [di Anna Terio]

e sono qui a torino a passeggiare e mangiare cioccolato con miasorella.... ma c'è il tff torino film festival, e siamo andate a vedere "faces" di john cassavetes ed era uno strabiliante film... ma poi ieri sera scopriamo che il cortometraggio "Giganti" del mio amico fabio mollo e soprattutto sceneggiato dalla mia stellare migliore amica josella porto ma anche montato dal superPippo Montemurro HA VINTO IL FESTIVAL come miglior corto!!!!! e sono tanto felice e voglio dedicare questa gelida domenica mattina a questa loro gigante vittoria.

Sentieri e cronache di un sabato "santo"

Ieri sera Sentieri nel Cinema ha fatto una riunione culinaria a Bari alla Taverna Verde. Io intervengo febbricitante, intabarrato in uno splendido cappotto grigio.
Tutti eravamo convinti della presenza tra noi del guru Goffredo Fofi, uno dei più eccellenti critici e testimoni della cultura italiana dei nostri giorni. G.F. - che non è la Guardia di Finanza era assente - giustificatissimo - sic - ma eravamo noi altri a fare gruppo anche senza di lui.
Mentre io mescevo vino alla mia commensale di destra Rafael, la ragazza di Luca F., Giuseppe C. e Rossella e Marcello erano i più arzilli e cosi abbiamo passato bei momenti di ilarità e convivialità pensando a tutte le fiction e i film che si sarebbero potuti fare avendo per protagonista Padre Pio - che Dio lo benedica! - dopo quella con Castellitto e quella con Michele Placido. Da "Lo chiamavano Padre Pio" a "C'era una volta Padre Pio" "In nome di Padre Pio" "Quel che resta di Padre Pio" " Sette anni con Padre Pio". "Il buono. il brutto e Padre Pio" "Padre Pio - atto primo" " Padre Pio - atto secondo" "Padre Pio e l'invasione degli ultracorpi" "Il Profumo di Padre Pio" "Padre Pio sbarca in America" e tante altre.
Credo che da lassù quel burbero benefico si sia divertito anche lui e abbia apprezzato la critica alla società dei consumi che stavamo facendo attraverso la critica all'abuso della sua persona: una società che consuma, digerisce e massifica i suoi santi di elezione, tanto quelli cattolici che quelli laici!
La serata proseguiva a Barivecchia dove la visione pacificatrice e beatificante di Dionisia e del suo Pilu Ferrandini ci ha accompagnato fino a 'na certa. A fine serata Vincenzo, Gaetano e Francesco mi riaccompagnavano a casa.
Ieri altro fatto significativo: è convolato a nozze Massimo Dammacco, fratello della super Marina, che gli ha fatto anche da testimone. Ebbravo Massi'!
A lui e a sua moglie Raffaella i migliori auguri di un felice imeneo!