martedì 10 luglio 2007

sulla noia di un certo teatro italiano: 3

al teatro (carlo, maggio 1999)
corde legate alla sommità del soffitto
brancolando in un buio di voci acri corro verso una voce
che mi tende un filo
cavi elettrici
scale poggia alle pareti


Ma dove sacre mura Epidauro?
Avrà ripulito
dei suoi giammai verginali e nobili resti,
di sudore, sangue e ...chi adombrò le brune tavole
con le nefande graziose sue forme?

E dove giaci Ippolito che non cedesti
a Venere alte lusinghe?
Così lontani siamo dalla verità
nascendo e morendo tra barbarici umori.
La lontananza dal vero
è per me da te lontananza
Illusioni aprono nuove strade.
Chi aspira ad alte mete
non si confonde in lussuriosi gemiti.
Così l'alto e ridente splendore morale
è voluttà spirituale di te,
un inerme abbandono a te,
che sei il ponte che mi conduce alla conoscenza.