lunedì 2 luglio 2007

A spotless blood [di Anna Terio]


Scrivo dall’intercity per torino, con addosso 3 ore di sonno e un vestito rosso; di fronte, due zitelle inglesi che bevono il the da bicchieri di cartone di trenitalia.

Una delle due legge un best seller che secondo me, dal titolo, a Danielle Steel le fa un baffo: “A lotus grows in the mud” (per i resistenti all’english, “Una ninfea cresce nel fango”). La copertina è rosa e grigia, con scritta in corsivo dorata, un pò in rilievo, e ovviamente raffigura il primissimo piano della qualsiasi donna-ragazza inglese, a cui tutte le lettrici potrebbero in realtà assomigliare, comprese le mie due zitellone tutte guancette e occhi blu.

Ho letto un racconto di Carver in cui ad un certo punto si parla della stranezza dei viaggiatori di bus notturni. Bè, in effetti, trattasi di bestiario non indifferente: ieri notte tornavo da lavoro stanca devastata, aspettavo il 45 seduta per terra sul marciapiede, e mi si attacca questo restauratore svizzero. Convinto ehm di essere un vampiro. Anzi, per la precisione un vampiro-zombie (deduco alludesse ad un vampiro morto e risorto…. ma non sono esperta di zombie…. nè di vampiri….. accettasi consulenze). E siccome ieri c’era luna piena, immaginatevi quante follie mi ha potuto sciorinare. Madonna. Il vampiro proprio non me l’aspettavo.
Oggi leggevo sul giornale gratuito notizie dai seguenti titoli:
- iscrive cane alla sua lista elettorale
- gallo multato: cantava troppo presto
- trova rana nell’insalata

(senza parole)

I bambini del Castrense, il centro sociale dove provo con gli Sciuscià, giocano nel cortile e fanno finta di essere al mare. Si fanno il bagno nelle vasche da bucato, quelle di plastica azzurre giganti. Si sparano con le pistole ad acqua, in mutande. Sono violenti e sporchi ma non fanno pena.