martedì 17 luglio 2007

Risuonando sul magnete [di Carlo Coppola]


Oggi ho fatto la risonanza magnetica. Un sacco di pensieri di ogni ordine e grado. La testa che frullava, come in una cantica dantesca. Ero un jukebox che sparava immagini suoni con tanto di momenti in cui la mia animuzza se ne sarebbe volentieri andata trasmigrando per la stanza. E i miei pensieri non potevano che andare al jazz, da Dante a Luigi Tenco, da BB King a Ginger Rogers, passando per gli immancabili C. E.Gadda, Bunuel, Manzoni (atri muscosi e fori cadenti compresi). 
Alla fine non mi è apparsa la Madonna nè io mi sono manifestato ad essa, ma Carmelo Bene sì lui mi tranquillizzava! Accanto a me nel giaciglio iconoclasta, però, c'era una cosa insolita: il pensiero era involontarissimo a Padre Pio. Padre Pio è uno di quei fenomeni mistico-mediatici che non mi piacciono, che mi lasciano indifferente eppure che mi spaventano talvolta. Non ho in simpatia la sua santità. Ma c'è in me una fede pascaliana verso questi casi, una fede per scommessa.
Ogni tanto, poi, temevo di fare un movimento incosulto e che fosse tutto da rifare! Allora mi veniva in mente Ciao Amore ciao, e pensavo: "Tenco e Padre Pio, di questo passo mi appare anche Fabrizio Canfora, o Nietzsche, o Ugo Grozio, o Brunetto Latini! sull'ultimo avrei avuto qualche fondato timore. 
E poi per concludere tutto il teatro più interessante che abbia mai visto dal vivo: Leo de Berardinis, che urla "Giù angoscia giù, Giù angoscia giù!" e Alfonso Santagata che invita "ma basta con questo manicheismo dei valori!". Ma più di tutti Carmelo immancabile mi suggeriva fraterno e paterno, come al suo perduto anzitempo Alessandro (o Stefano che fosse):



Che sventura non esserci più! Si, voglio andarmene
via domani e informarmi per tutto il mondo
dei più adamantini processi d'imbalsamazione!
Ah, tutto è bene quel che non finisce mai!...
Come m'annoio, superiormente!
E allora, che aspetto qui, la morte? Io
morire?!...Si, d'accordo, si muore
...ma non esserci più...Parole, parole, parole! Basta!
Quando ho fame, ho fame, quando ho
sete, ho sete, quando ho voglia, ho voglia!
E allora se l'idea della morte m'è così lontana,
vuol dire che la vita mi ha in balia,
vuol dire che la vita mi reclama, e allora:
..............................vita mia, a noi due!