martedì 10 luglio 2007

Il "domenico cirillo" e alcuni mal di vivere

Bari, "Domenico Cirillo", una scuola per figli della borghesia barese, ma comunque una scuola pubblica. A questi "figli di" non mi sono mai sentito omologato.
I docenti in questa scuola erano persone serie tutti, o quasi, ma soprattutto formavano! Se bene o male non so!
Per anni ho nutrito un profondo odio per queste persone, come per i miei compagni di classe del liceo, un odio viscerale da arrivare a pubblici sputi, su colleghi e professori. Un odio per le magagne e gli intrallazzi che portavano avanti che penalizzava sempre gli stessi, sotto cui si nascondevano amicizie e parentele e tal volta corruzione e concussione ad ogni giro.
Una scuola dove spesso il voto al di sotto della sufficienza era dato allo status della persona, vero o presunto.
Ma questi colleghi, questi docenti in questo modo ci hanno insegnato come va il mondo, come possono fioccare i sessanta alla maturità, come anche da grandi avremmo trovato lo stesso genere di favoritismi sul nostro cammino. Dove chi vale viene messo in un angolo, e chi non vale soprattutto se ammanicato esce trionfalmente e a testa alta e fa il mobbing sugli altri. Una scuola di mobbing, insomma!
Così capita che se all'esame di maturità classica, sei costretto (nel senso di coatto) a passare la versione di latino guarda caso esatta a quelli bravi, che non riescono a tradurre Seneca morale, tu prendi 5 e mezzo e loro 8 e mezzo almeno. Per poi scoprire solo un errore rosso/blu sulla tua copia! E sulla loro la carta fisica dei fiumi del Canada.
Ma poi il tempo passa, e questo livore diventa benzina, per fare l'università brillantemente, per dimostrare ai propri parenti che sulla base del profitto scolastico ti considerano poco più che un mentecatto come il mondo vada, e come girino le cose.
Ci si arma e si parte, per reazione al populismo elargitorio si diventa ribelli, se la ribellione corrisponde al comunismo anche comunisti! Non si cerca più di distinguersi ma di omologarsi sempre però in modo critico, e onestamente indefettibile.
Poi si scopre che ogni mondo è paese: allora anche l'universitas studiorum toglie di colpo il plauso, se e quando il plauso deve corrispondere all'assegnazione di una borsa, o a qualsiasi forma di riconoscimento di meriti non gratuito: un concorso cui presentarsi a cui si sa di non essere trombati, la pubblicazione di una monografia inutile sui cazzi di casa di un mediocre e grazie al cielo dimenticato autore del 4/5/6/7 cento minore che la storia - che non sbaglia quasi mai - ha voluto dimenticare.
Io non mi sono mai omologato ed allora anche il plauso mi è stato tolto, fino a dirmi senza aver ai letto la mia tesi di dottorato che essa faceva schifo e che era sciatta, poca cosa, per trovare 3 refusi ad apertura di tesi su quasi seicento pagine.
Come fanno queste persone a dormire la notte e non avere schifo di se stesse: Non sono mai riuscito a capirlo. I fantasmi delle loro nefandezze non mangiano loro lo stomaco? 
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Ma facciamo un passo indietro......
Considerare Maria Contetta Piacente una persona di destra è banale e sciocco. Maria Concetta Piacente è stata la mia professoressa di storia e filosofia al liceo. Una grande donna, una filosofa, una persona che ha istillato nelle anime di chi l'ha voluta seguire ottimi principi, il migliore di tutti... indagare la realtà criticamente. Come i grandi retori, ha sempre avuto nella sua loquela l'arma fondamentale dell'ironia mista alla maieutica, non ricercando mai l'applauso, ma facendo forza su quelle qualità morali che erano alla base di molto di noi. E noi ci accendevamo come lampadine cariche. Ci ha sempre istillato la lotta al relativismo delle idee e dei valori, per mostrarci come difendere le nostre idee, ed essere orgogliosi del nostro impianto morale.
Per un profilo di Maria Concetta Piacente rimando anche a un articolo apparso su "Diario Estemporaneo".