lunedì 9 luglio 2007

Amici e Compagni

Stupefatto del mondo mi giunge un'età che
tiravo dei pugni nell'aria e piangevo da solo.
Ascoltare i discorsi di uomini e donne
non sapendo rispondere, è poca allegria.
Ma anche questa è passata: non sono più solo
e, se non so rispondere, so farne a meno.
Ho trovato compagni trovando me stesso.***



Tre giorni a Roma. Arso da una cosmica catarsi. Ad un certo punto ero pieno di amici fino alla punta dei capelli. Marina, Marialuisa, Andrea C., Fabio, Josella, Anna: è per vedere un suo lavoro che ho fatto tappa a Roma. Questa città così amara, e dolce così sacra al mio cuore e al mondo intero. Questa culla di tutte le genti che voglian dirsi civili. Questa città invitta. E' nel mio cuore! E poi ai Termini di Roma incontrare alcune vestigia di un glorioso passato. Colleghi del primo anno di università.

Girarsi e vedere un amico e la sua fidanzata e lasciarli di colpo col treno già pieno che va... e lasciare Marina che resta .... alle piscine del Tevere a prendere il sole. Ed è un tuffo al cuore e sapere che si deve tornare in una terra condannata alla morte. Bisognerebbe che non fossimo noi a emigrare ma questa terra ad emigrare lontano, che vada alla deriva. I nostri morti si seppelliscano da soli, così le nostre istituzioni bugiarde e corrotte.

Ci vorrebbe una bella insurrezione, ma finirebbe come il 1799, e poi ci sarebbe un nuovo regime, corrotto anche questo.

Perchè questa terra è senza speranza. Vadano i padri tutti a fan culo, se anche per fare una risonanza magnetica ci vuole la raccomandazione, per defecare? E un pubblico concorso che assegna posti e stipendi? Bastardi! Bastardi! Bastardi! Bastardi! Bastardi! Bastardi! Bastardi!

***Ho trovato una terra trovando i compagni,

una terra cattiva, dov'è un privilegio
non far nulla, pensando al futuro.