venerdì 15 giugno 2007

Uno sguardo indietro


Es brennt mir unter beiden Sohlen,
Tret' ich auch schon auf Eis und Schnee,
Ich möcht' nicht wieder Atem holen,
Bis ich nicht mehr die Türme seh'.
Hab' mich an jeden Stein gestoßen,
So eilt' ich zu der Stadt hinaus;
Die Krähen warfen Bäll' und Schloßen
Auf meinen Hut von jedem Haus.

Wie anders hast du mich empfangen,
Du Stadt der Unbeständigkeit!
An deinen blanken Fenstern sangen
Die Lerch' und Nachtigall im Streit.
Die runden Lindenbäume blühten,
Die klaren Rinnen rauschten hell,
Und ach, zwei Mädchenaugen glühten.
- Da war's gescheh'n um dich, Gesell!
Kommt mir der Tag in die Gedanken,
Möcht' ich noch einmal rückwärts seh'n,
Möcht' ich zurücke wieder wanken,
Vor ihrem Hause stille steh'n.



Traduzione
Sento scottarsi i piedi, anche se cammino su ghiaccio e neve, non vorrei più tirare il, finchè le torri non scompaiano alla mia vista.
Ho urtato contro ogni sasso, mentre mi affrettavo fuori dalla città; da ogni cornicione le cornacchie mi gettavano neve sporcizia sul cappello.
Come diversamente mi hai accolto, tu città dell'incostanza! Alle tue ridenti finestre cantavano a gara l'allodola e l'usignolo.
I tigli chiomati fiorivano, mormoravano limpide i canali, e, ahimè, due occhi di fanciulla ardevano. E' finita per te, amico!
Se quel viene in mente il giorno, voglio ancora una volta guardare indietro, voglio di nuovo tornare indietro incerto e stare in silenzio davanti alla sua porta.