mercoledì 20 giugno 2007

Lettera di Antonella ad Anna sua sorella

barivekkia's tales non ce ne sono, però ti racconto questa cosa fantastica; ieri, quando mi è arrivato il tuo regalo, l'ho subito messo nello stereo. e c'era una coccinella viva che era entrata non so come nel display, e camminava mentre io ascoltavo i Beirut e tutto il resto in quei due cm quadrati con i numeretti digitali... come cazzo ha fatto a entrare là dentro, non lo so. avrei voluto farla uscire ma come? ora non c'è più. ma che fine avrà fatto, non lo saprò mai. questa è meglio del letto di smarties dell'i-pod, laverità... e puoi dire ad andrea che era oratoria civile, e non civica. ragione io! puoi mettere la coccinella sul blog invece del gaypride, che a ragionarci un po', in tutta sincerità, non trovo dascrivere nulla di bello... anche la storia delle famiglie arcobaleno... è triste, in fondo, se cipensi... vabbè. torno ai mei latiniegreci, che continuano a essere l'avventura più emozionante di questi giorni. a parte le chiacchiere con te. ma lo vedi quanto sei bella?


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invece il cervellino si è messo in moto e ho trovato il commento più bello possibile al gay pride (se avessi le memorie di adriano di marguerite yourcenar sarebbe ancora più bello ma ce l'ha vale).

questo no avrà mai il tuo sposo, questo saperedell'amore. mi sento morire all'idea delle sue carezze sulla tua pelle e ancor più dei sorrisi, i tuoi, ai suoi ritorni. non c'è musica, non c'è rosso tramonto che mi possa quietare, non c'è un verso, uno solo, che io possa riascoltare nella bellezza che aveva prima, quando lo confusi all'incerto leggerlo della tua bocca sulle mie labbra. non c'è un dio che possa saettarmi o lavarmi d'acqua, non c'è afrodite che possa ridarmi, inimitabile, quel tuo fuoco: ma questo so, che perquanto lui ti abbia, per quanto ti desideri, ti copra e frema; per quanto tu possa aspettare, conosciuto al battito, il rumore dei suoi passi e respirare nell'aria l'odore dell'assenza e dell'attesa, perquanto corra nelle vostre vene sangue veloce e sitramuti ingrido nell'attimo più bello: tu non sei lui, e lui non è te. e invece io parlo ed è la tua voce, muovo le mani e sono le tua, tuo il mio sguardo, i tuoi pensieri crescono in me, e pure i miei sogni sonoi sogni di anattoria. e darei vita e morte perchè non mi straziassi di questa presenza. esserti e non averti: qui sta lo strazio, perchè altro sarebbeaverti, e mille volte solo averti.

è Saffo
che parla alla sua alunna Anattoria che va a nozze.
r. vecchioni, viaggi del tempo immobile. vedi che ti combinano i latiniegreci?
ti voglio bene.
thank 4 photos to Elisabetta Lapadula