mercoledì 27 giugno 2007

Nicole Krauss e La Storia dell'Amore

Ho finito di Leggere proprio in questi giorni un libro di Nicole Krauss, non chiamatela signora J. Safran Foer se no si offende. Cercavo in libreria l'edizione economica di Molto forte, incredibilmente vicino ultima fatica letteraria del marito. Ma Guanda di Parma, dopo averne promesso la pubblicazione per inizio giugno non ha fatto il miracolo. Così ho iniziato dalla parte femminile della golden couple della nuova letteratura newyorkese. Devo confessare, è stato amore a prima vista, un titolo molto pretenzioso che lasciava adito a pochi dubbi. La storia la casa editrice, e delle sue collane, mi dava la garanzia che non si trattasse di un armony, nonostante i richiami all'amore. Così Leo Gursky fa del suo meglio per sopravvivere; vive alla giornata, emarginato si aggira in una città enorme come New York. Legge i libri del figlio, che è un famoso scrittore ma che non lo conosce, e ogni sera batte alcuni colpi sui tubi della caldaia di casa, per fare sapere al suo amicio Bruno che è ancora vivo. Ma la sua vita non è sempre stata così. Quando ancora era giovane, ebreo nella Polonia degli anni Trenta in cui era nato, Leo Gursky si era follemente innamorato di Alma e aveva scritto un libro in yiddish, La storia dell'amore, racconto di quel suo impossibile sentimento. Parallelamente una ragazzina di nome Alma, figlia di una traduttrice inglese, cerca di trovare un compagno per la madre vedova. Il finale è un pò americano con mosse a sorpresa e capovolgimenti di fronte.
La scrittura è piana. Si fa leggere velocemente nonostante le 299 pagine fitte fitte di carta ruvida. Brava anche la traduttrice Valeria Raimondi che ha chiosato anche alcuni termini in Yddish e in Ebraico presenti nel testo e non spiegati dalla Krauss.