martedì 12 giugno 2007

Dimenticare --> Mandare a... Memoria: Eternal Sunshine of the Spotless Mind

Ma la verità vera è che oggi nel pomeriggio ho visto Se mi lasci ti cancello di Michel Gondry ed ho pianto come una madre o come un bambino - o come il comandate Curtz racconta di aver pianto in Apocalypse Now - quando i Vietcong tagliarono ogni braccio appena vaccinato. Non so perchè ho pianto ma certamente l'avrò fatto per la non-dispersione della memoria. Attaccamento al ricordo come ancoraggio al presente vivente mediante un passato vissuto. Gondry (del quale amavo finora solo tutta la sterminata produzione video) si è permesso di raccontare la metafora della cancellazione della memoria fra due persone che si amano e che decidono per il dis-amore. In Eternal Sunshine of the Spotless Mind, titolo originale della pellicola, forse troppo pleonastico, senza dubbio al quanto didascalico, Jim Carrey e Kate Winslet, si rincorrono per tutto il tempo fra spezzoni di ricordi nel tentativo di non perderli, di recuperare il partner nella memoria contro tutto e tutti oltre qualsiasi repulisti generale, compiuto con i mezzi di una poco kubrickiana "cura Ludovico". La "medicina ultragalenica" che si opera quando una storia finisce, infatti, può rivelarsi inefficace e controproducente, ma solo quando di base c'è l'amore. Questo è bene non dimenticarselo, in altri casi la terapia di cancellazione avrebbe dimostrato utili effetti. Il film è rigoroso e se non fosse per i giochi degli effetti speciali che Gondry utilizza sarebbe il trionfo del bel cinema classico americano quello che molti di noi amano. John Ford e Douglas Sirk sembrano aver ispirato assieme Se mi lasci ti cancello, che notevole contributo ha attinto anche da Harold Ramis di Groundhog Day. Ma alla base di tutto questo c'è la realtà: "Che io non sia cacciato dai tuoi ricordi come tu dai miei!". E' un invito concreto a fare e pensare per non dimenticare.