lunedì 11 giugno 2007

A cinema con Lop e Dome [di Anna Terio]

alla richiesta di dire di più del film Control di Anton Corbijn, ho pensato di far scrivere 10 righe ciascuno ai due amici con cui sono andata a vederlo... bè, sì, fa molto The dreamers....per l'occasione, eravamo stranamente senza intenzione vestiti tutti e tre allo stesso modo: jeans e t-shirt nera. subito dopo, mangiato pizza e bevuto birra sui tavoli di marmo dell'obitorio. parlando del film....dai nostri inviati Lop e Dome:

Control, primo lungometraggio di Anton Corbijn, apprezzato fotografo e regista di videoclip, è un film biografico su Ian Curtis, cantante e leader dei Joy Division, cult-band britannica della scena post-punk, morto suicida nel 1980 a soli 23 anni.
Girato in bianco e nero, quasi tutto in interni, con un cast inglese e fedelmente ispirato al libro autobiografico di Debbie Curtis, moglie di Ian (che è anche co-produttrice della pellicola), il film trae ispirazione stilistica dal free-cinema inglese degli anni ’60 ed è lontanissimo anni luce da una resa spettacolare di altri biopic sulle rockstar (vista nel film di Stone sui Doors) o trasfigurata (l’operazione di Van Sant su Cobain del recente “Last Days”) della vita di Curtis, ma è invece un fedele ritratto dei suoi problemi esistenziali, il difficile matrimonio, la malattia (il cantante era epilettico), il lavoro, la relazione extraconiugale con una giornalista belga conosciuta in tour, la carriera del gruppo, e della sua impossibilità a mantenerne il “controllo”. L’esistenza del cantante diventa così un incrocio di strade che, se prese tutte insieme, non portano da nessuna parte; impossibilitato a disfarsi delle parti inconciliabili della sua vita (moglie vs amante, lavoro vs gruppo, genitore presente vs rockstar in tour, malato vs sano), Curtis decide di disfarsi della vita stessa.
Corbjin ha compiuto l’impresa di raccontare il dramma borghese e disperato di un uomo che non è riuscito a diventare ragazzo (“l’amore ha vinto sull’innocenza” scrive il protagonista nei suoi fogli qualche giorno prima di impiccarsi) e lo ha fatto senza svendere Curtis e i Joy Division (che sono presi per quelli che erano, gruppetto di provincia che stava per spiccare il volo e che Corbijn aveva conosciuto personalmente per un servizio) né se stesso, restando fedele al bianco e nero e alla sobrietà dello stile che hanno reso famosi i suoi servizi fotografici. Strepitose le scene live, tutte in piccoli locali, in presa diretta, con le canzoni suonate dagli attori-musicisti, tutti decisamente bravi; menzione speciale va a Samantha Morton, semplicemente mostruosa nella parte di Debbie Curtis.


“She lost control” scrive Ian immerso nel primo sintomo di crisi con sua moglie. Diverrà una delle sue canzoni più famose. Ian Curtis, leader della band Joy Division, viene raccontato nel film Control, ritratto grigio della prima band dark music nata nello sfondo della cittadina inglese di Manchester alla fine degli anni ’70.
Ritratto di una vita borghese in una cittadina industriale grigia; il film è girato in bianco e nero e descrive l’assenza di rapporti umani in una località dominata dalla noia.
Ian è solitario ed innamorato, pacifico e controverso, silenzioso ed isterico sul palco, Ian potrebbe rassomigliare ad uno di noi, vita borghese all’interno della quale si crea la riflessione sull’assurdità del calcolo di qualsiasi cosa.
Ian sfuggirà ai calcoli, non li aveva fatti, e non li vorrà fare mai più.