lunedì 14 maggio 2007

La memoria di un genocidio

Donald F. Miller - Lorna Miller Touryan, Survivors - Il genocidio degli armeni raccontato da chi allora era bambino, Guerini e Associati, 2007.
Raccolte da una coppia di intellettuali armeni-americani, le storie dei bambini scampati conducono per mano il lettore in un mondo dove il confine tra giusti e malvagi riserva qualche sorpresa: «se non vi fossero stati dei turchi buoni non sarebbe sopravvissuto nessun armeno». I fatti narrati ricordano da vicino la mitica atmosfera del bellissimo lungometraggio in due parti di Henri Verneuil, 588 Rue Paradis-Mayrig, con Omar Sharif e Claudia Cardinale, con i suoi odori e profumi di leccornie armene, come il baklavà, o il tipico agnello al forno.
Gli appassionanti racconti raccolti dai coniugi Miller hanno contribuito a interrompere la congiura del silenzio che per anni ha taciuto sullo sterminio degli armeni. Un libro fondamentale per chi vuole conoscere la storia del popolo armeno e del genocidio del 1915.


Pietro Kuciukian, La Terza Armenia - Viaggio nel Caucaso post-sovietico, Guerini e Associati, 2007.
Dall’Armenia al sud della Georgia, la regione del Giavakh, quella che l’autore chiama «Terza Armenia», a indicare la condizione di minoranza senza pari diritti che ancora una volta gli armeni si trovano a vivere nella loro storia tormentata. In queste terre di frontiera, le categorie della geopolitica sono insufficienti a districare il groviglio di tensioni e di conflitti latenti che serpeggiano nella difficile realtà dell’era post-sovietica.
Ne è autore il prof. Pietro Kuciukian, uno dei membri più attivi della comunità armena milanese, autore di mostre e varie iniziative di diffusione della cultura del popolo armeno e sul genocidio, "il grande male", di cui il 24 aprile scorso si è commemorato il 92 anniversario. Kuciukian inoltre ha ricevuto, nel corso degli anni come molti attivisti armeni, minacce e pressioni perchè smettesse la sua opera di sensibilizzazione, culminate con l'atto di un folle che poco meno di una anno fa distrusse alcuni pannelli di una sua mostra nel vercellese. A questo intellettuale italiano e armeno si indirizza il nostro ringraziamento e il nostro pensiero più di incoraggiamento.