lunedì 28 maggio 2007

Fracassando gli storici lampioni all'Ateneo Barese...

Sabato sera, presso l'atrio centrale del Palazzo Ateneo a Bari - frequentando le PROPRIE maldestrezze [C.B. perdonami!!] - a fine del concerto del gruppo rock statunitense Sparklehorse un tecnico trasportava una scala alta alcune decine di metri.
Il pastrufaziano, sterratore agromegalico, fattosi trasportatore per l'occasione, forse sotto effetti di qualche sostanza alcolica, o alchemica, consumata in grande quantità e che ne ottenebrava una - di per se stessa - limitata coscienza di sè e delle cose del mondo, infletteva l'apice della scalona contro la postrema parte di un primonovecentesco lampione in ferro battuto che faceva splendida presenza, elegante, sotto la volta d'ingresso.
L'oggetto che aveva bellamente superata indenne la guerra mondiale, e fors'anche - per proprio conto - le cannonate napoleoniche dell'École barisienne, non ha potuto serbare però il suo virginal contegno oltre la notte tra il sabato 26 e la domenica 27 maggio 2007.
I primi segnali per una tragedia annunziata si erano avuti dalle reazioni di Mark Linkous cantante degli Sparklehorse, che incurante della presenza da lungi anche di alcuni abitatori della Calabria Ultra - avevano viaggiato nella soppressa terza classe, come si conviene al loro stato geografico e antropologicamente lombrosiano - aveva inveito per tutta la serata contro la fallacia della caveria, e di un ripetitore acustico (monitor) posto davanti alla sua persona.
Gli studenti e i loro rappresentati gioiscono per l'apertura dell'Ateneo Barese come contenitore culturale per concerti, qual campus universitario statunitense, noi piangiamo la morte annunciata di uno storico lampione, e la poco statunitense esperienza in fase tecnica.