sabato 17 marzo 2007

In memoria di me

L'io è in coflitto, l'io schiacciato, l'io sotteso a una dinamica sempiterna fra io e D-io, fra io e super-io, io e non-io. Quando ami non puoi più nasconderti. Se ti sveli d'improvviso perdi. Se ti occulti davvero non ami davvero. Allora è battaglia autentica, scontro frontale tra quello che hai dentro e il fuori, fra la curiosità di vedere, di dire, di esplorare, fra la razionalità, l'intelletto, il logos, e l'in-sanità dell'amore. Contro questo amore bisogna tenersi lontani dalla comunicazione, opporsi alle distrazioni, alle tentazioni, al telefono che squilla imperterrito, alla gran massa di segni e di-segni che ci sovrastano. Quando passa una enorme nave sotto la nostra finestra, o quando nelle nostre stanze dormiamo su di un fianco proni per la stanchezza, che questo amore porta con sè, allora, inizia il conflitto più grande. Saverio Costanzo, figlio del giornalista Maurizio, e forse per questo fin'ora non osannato da una certa intellighenzia ben pensante, ha costruito un film sulla speranza dell'amore, sulla lacerazione terrena di questo amore, sul rigore senza cilicio, e sulle forme di rigore che questo amore porta con sè. L'amore ha i suoi riti, i suoi tempi, le sue convinzioni, a Venezia, alla scuola di formazione dei Gesuiti, come in ogni altro luogo. In memoria di me avrebbe potuto essere un film di Steven Spielberg per l'apoteosi del rapporto fra io e mondo, fra io e società. Invece è un film italiano, europeo, per nulla dolente, artigianale e non colossale, a tratti imperfetto, sporco negli usi della macchina da presa ("troppa" stadycam, "troppi" campi lunghi da far rabbrividire il primo Wenders) pur ottimamente funzionalizzati generando anche disorientamento, a strappare le viscere dello spettatore che si presenti impreparato alla visione della pellicola. Tanto che quando si scopre che i walzer, in una sala mensa a metà fra quelle della pubblicità dell'8x1000 alla Chiesa Cattolica e quella dei noti episodi di Fantozzi, erano scelte diegetiche e non extradiegetiche ogni singolo presente nel pubblico tira un sospiro di sollievo, primo ed unico, in uno dei film più belli e affascinanti di questa stagione.