venerdì 16 marzo 2007

16 Marzo: 2 grandi in 1 ricordo

Oggi 16 marzo ricorrono due date significative per la Storia culturale, per la Politica e la Civiltà del Nostro Paese.
29 anni fa iniziava l'epopea di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana e unico e vero statista italiano dopo le involuzioni di Benito Mussolini. Il presidente Moro fu rapito e condannato a morte. Forse la generazioni dei figli di quelli della mia generazione saprà chi ha ucciso Aldo Moro. Il presidente Moro era nato a Maglie, provincia di Lecce, il 23 aprile 1916 e mori nei primi di maggio del 1978. I brigatisti, o chi per loro, trucidarono l'intera scorta del presidente. Caddero in quel giorno di marzo del 1978 il maresciallo dei CC Oreste Leonardi, che era alla guida della Fiat 130, la guardia di PS Raffaele Iozzino, l’appuntato dei CC Domeninico Ricci, la guardia di PS Giulio Rivera e il vice-brigadiere di PS Francesco Zizzi.
Alla famiglia Moro, e soprattutto alla figlia Maria Fida, che si batte per la verità sul rapimento e l'uccisione del padre, e alle famiglie degli uomini di scorta, va il mio omaggio e il mio pensiero.
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5 Anni fa moriva a Roma, nella sua casa di via Aventina, Carmelo Bene, attore, autore, romanziere, saggista e poeta. Carmelo Bene ha rivoluzionato la cultura italiana dalle fondamenta, è stato l'unico geniale rappresentante del progresso culturale italiano del dopoguerra.
Contro tutti i tentativi di neo-realismo, che dopo i grandi Roberto Rossellini e Vittorio De Sica, ancora ai nostri giorni si permettono malauguratamente di appestare con inutili e vituperevoli porcaggini la vita culturale italiana, Carmelo Bene si battè fino alla fine della sua umana esistenza.
Carmelo è stato amato in Francia, Inghilterra, Russia, amico e fonte di ispirazione per Gilles Deleuze, Jacques Derrida, amato da Sandro Pertini, Pier Paolo Pasolini, e da Elsa Morante (col il suo pincherle mezzo azzoppato). L'Hdemia(H2O-H2Odio) del qualunquismo italiano lo scambiò per un saltimbanco ignorante e petomane, la pubblicistica rampante e pettegola ne confuse l'antologica fenomenologia con quella di un drogato cocainomane, dedito al wisky e picchiator di moglie. Eppure Carmelo non morirà mai nel cuore e nel ricordo di chi capisce di arte, di chi ama l'arte, di chi venere e soccombe al proprio Duende, al proprio Daimon. Alla sorella Maria Luisa si indirizza il pensiero più caro in questo giorno per lei così triste, per noi così triste! Alla figlia Salomè l'augurio domani per i suoi 15 anni.