mercoledì 17 gennaio 2007

Anni Settanta dove siete!

(1970)


Caino e Abele, e il corpo tumefatto di Pier Paolo, all'Idroscalo. Corpo mistico e volto tumefatto, lui, la canottiera bianca un po' slabbrata, lui, la catenina d'oro sul labbro tumefatto, lui: agnus qui tollit peccata Italiae. Lui, quasi una preveggenza con "tutti i particolari in cronaca".
Visionario gettò Sergio Citti, coadiuvato dallo stesso Pasolini, le basi per una possibile nuova fondazione del cinema italiano. Correva l'anno 1970. Si sarebbe fondato, il nuovo, sul miglior l'acume del più schietto neorealismo antiborghese e tal rigore formale non fu più mai italiano.I segni con parsimonia: musica, fotografia e montaggio degne del miglior teatro di ricerca. Lucidi e freddi i gesti, sani vigorosi e forti, splendidi i corpi-manichini, panichi, d'oltre-suburra. Ennesimo tentativo perso per il cinema italiano.


(1972)

Fu Verushka la sua migliore attrice? Corporeità pura, fisicità ed estetica d'amore e morte che travalica i decenni e si colloca oltre la time-line di ogni racconto possibile, a cogliere gli sguardi di voluttà. Eccola, notturna! (Discende da lei Amleto e a lei ritorna Amleto!) Il suo bagno tra pietre preziose la consuma e la scarnifica del sangue di Iokaanan. Il desiderio d'Erode la genera dal male e dal nulla. E lui, Carmelo, corpo mai stato così bello, che qui vive di riflessi, e coglie luci non sue. Giunto quasi all'estremo del suo cine, si specchia in effetti multicolori, molti o quasi d'artigianato fatt'incasa, ritagliati a mano come stancil dagli amici e da Maria Luisa, sua sorella. Alla sua unica figlia avrebbe dato in dote un nome, Salomè.