mercoledì 8 novembre 2006

Segnali di Vita

Io, Carlo Coppola, ho sempre goduto sin dalle scuole elementari di buona di salute e ottima valutazione di profitto; di rapporti di amore e di odio con i miei compagni di classe, e con i mie maestri. "Pochi sono i maestri, molti i docenti" è una frase che mi è sempre piaciuta. E di maestri nel lungo percorso di formazione, dalle scuole elementari al dottorato di ricerca, ne ho trovati assai pochi. All’università ho trovato affetto e amicizia di persone geniali tra colleghi, amici, e docenti. (Il prof. Giuseppe Bonifacino in testa). Tra i più cari compagni di viaggio del periodo universitario ricordo di certo in un meraviglioso anno, o meglio in alcuni mesi, l’egregio Andrea Navach e con la irripetibile Marina Dammacco. Questi due amici li porto sempre nel cuore anche se per lunghi periodi non ci incontriamo. Ogni volta che ci incontriamo sembra di essere in una sorta di Eden, dove il tempo passa a ritmi differenti dal normale, la luce ha diversa temperatura, e noi siamo diversi e più veri, e non abbiamo bisogno di parole.