sabato 22 aprile 2017

Presenza armena a Bari ricordata nell'Archivio di Stato di Bari

Armeni a Bari: una storia millenaria e il racconto del 900. Una Doppia mostra all'Archivio di Stato per ricordare le loro vicende. Si inaugura il 26 aprile alle 17,00.




Mercoledì 26 aprile 2017, alle ore 17, presso l’Archivio di Stato di Bari, via Pietro Oreste 45, avrà luogo un incontro in collaborazione tra Archivio di Stato di Bari, Centro Studi Hrand Nazariantz, Istituto Pugliese per la Storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea, Centro Studi e Ricerche di Orientalistica, Associazione ArtiDea Cultura, per ricordare la presenza armena a Bari ed offrire un contributo alla conoscenza della cultura e delle tradizioni del popolo armeno. Tema dell’incontro saranno le vicende vissute dalla colonia armena al tempo del suo insediamento a Bari nel 1924, per il quale molto si adoperò il poeta armeno Hrand Nazariantz.
In un unico percorso espositivo confluiscono la mostra fotografica Hrand Nazariantz. Le tracce e il volto, curata dal Cosma Cafueri, e la mostra documentaria Nor Arax. Il villaggio del Poeta, curata da Grazia Maiorano e Maria Teresa Ingrosso e, per la sezione bibliografica, da Carlo Coppola. All’inaugurazione interverranno Antonella Pompilio, Direttore dell’Archivio di Stato di Bari, Rupen Timurian, Decano della Comunità Armena di Bari, Kegham J. Boloyan del Centro Studi e Ricerche di Orientalistica, Vito Antonio Leuzzi, Direttore dell’IPSAIC, Carlo Coppola del Centro Studi Hrand Nazariantz.
Una rappresentazione di danze armene a cura dell’Associazione ArtiDea Cultura e letture di testi di autori armeni concluderanno l’evento.


Il percorso espositivo sarà visitabile dal 26 aprile al 2 maggio 2017 INGRESSO LIBERO

Con preghiera di massima diffusione

U.R.P .
Sig.ra I. Birardi tel: 080099339
Informazioni: Archivio di Stato di Bari Segreteria tel. 080 099325 e-mail as-ba @ beniculturali.it 



lunedì 17 aprile 2017

"Film Blue" di Krzysztof Kieślowski musica di Zbigniew Preisner



da Film Blue di Krzysztof Kieślowski musica di Zbigniew Preisner dal capitolo della Prima Lettera di san Paolo Apostolo ai Corinzi

1.
Εαν ταις γλώσσαις των ανθρώπων λαλω και των αγγέλων,
Seppure io parlassi le lingue degli uomini e degli angeli
Tho the languages of men I-speak, and of angels,


αγάπην δε μη εχω, γέγονα χαλκος ηχων η κύμβαλον αλαλάζον.
ma non avessi l'Amore (Carità), sarei come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
love not I have, noisy gong I-sound and cymbal clanging

2.
και εαν εχω προφητείαν και ειδω τα μυστήρια πάντα
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza
and tho I-have prophecy, and understand the mysteries all

ωστε ορη μεθιστάναι, αγάπην δε μη εχω, ουθέν ειμι.
e possedessi la pienezza della fede così da muovere le montagne, non sarei nulla.
so-as mountains move, love not I have, nothing I-am

4.
Η αγάπη μακροθυμει, χρηστεύεται
L'Amore (Carità) soffre,
the love suffers, behaves-with-decency,

η αγάπη ου ζηλοι, ου περπερεύεται, ου φυσιουται,
non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio,
the love not jealous, not boastful, not full of pride

7.
πάντα στέγει, πάντα πιστεύει, πάντα ελπίζει, πάντα υπομένει.
Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta
all bears, all believes, all hopes, all endures

8.
Η αγάπη ουδέποτε πίπτει. ειτε δε προφητειαι, καταργηθήσονται.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno
the love never ends. or though prophecies, deconsecrate

ειτε γλωσσαι, παύσονται. ειτε γνωσις, καταργηθήσεται.
il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà
or languages, cease, or knowledge, deconsecrate

13.
νυνι δε μένει πίστις, ελπίς, αγάπη, τα τρία ταυτα.
Ora dunque rimangono fede, speranza, carità.
now then remain faith, hope, love, the three these.

μείζων δε τούτων η αγάπη.
la più grande di queste l'amore.
greatest of those the love.

domenica 16 aprile 2017

Una raccolta fondi per il film "Donne In Vista"

DONNE IN VISTA: il docufilm di Blindsight Project! C'è una raccolta fondi: ci aiutate? Grazie!

“DONNE IN VISTA” è un docufilm di donne: è interpretato, scritto e diretto da donne con disabilità visiva. Senza copione, senza sceneggiatura, due cose difficilissime da fare e seguire se non si vede, e senza fondi pubblici. Un esperimento cinematografico senza precedenti, basti pensare alla regia fatta da chi non vede, per dare una visione diversa della donna italiana disabile, in questo caso disabile sensoriale, forse quasi mai considerata nell’immaginario collettivo.#DiVe #film #donne


sabato 15 aprile 2017

Intenzioni per la Santa Pasqua 2017



6 anni fa la Pasqua del Centro Studi ''Hrand Nazariantz'' nella Chiesa Armena di Uskudar. Un viaggio indimenticabile sulle tracce del maestro Hrand Nazariantz. Domani è Pasqua e la Turchia rischia di ufficializzare una dittatura crudele col benestare della inutile Europa e della Nato! Povera Turchia nelle mani di un dittatore fanatico e spietato, povera Europa nelle mani di farabutti. 
Tante imprese italiane al servizio del satrapo che si vuol far sultano, del venditore ambulante che s'è fatto Pasha.
Non ci resta che pregare, sperare, implorare che avvenga un Miracolo, che il dittatore perda le sue elezioni autoreferenziali. 
Io ti imploro Cristo Risorgi e ferma questi barbari. 
Abbi pietà del tuo popolo, fa' sì che esso non torni nelle catacombe. 
Fa' o Signore che ciascuno di noi possa vivere con dignità la propria Fede senza prevaricare gli altri e che la politica del falso progresso non calpesti come sempre l'Umanità che tu tanto ami.

mercoledì 12 aprile 2017

BARI una poesia di Hrand Nazariantz

nuovo ponte cittadino di Bari ©CarloCoppola










BARI 
di Hrand Nazariantz

Mezzanotte: ecco suonan lenti i dolci
Colpi notturni. Come una parvenza
di splendore e di gloria, alto s'accende
l'orizzonte secreto del mio lungo
esilio, verso l'infinito tesoro
delle tue stelle, mezzanotte, o bianca
città eletta del mio dolore errante:
ecco il divoto cantico, o città
nel profondo silenzio s'apre come
cattedrale di puri, umili simboli.

O città aperta innanzi al chiaro acciaio
del tuo mar quest' è l'ora
chiara e perfetta in cui
un radioso carcere
intonar potrebbe il mio dolore
vagabondo!

                    Lucente, sotto i dolci
colpi notturni, che profondi suonano
come nessuna musica del mondo,
sorpassando gli idei ch'ella sognò,
s'alza la tua basilica superba
tutta di luna pallida vestita,
volta all'oriente. O come,
tutta chiara dei voli
mistici delle sue campane simili
ad aureole candide,
offre alla Notte in cui la patria attende
la vision del suo passato eroico,
acceso dal magnifico
Santo dei rudi naviganti e dei
pescatori fraterni.

                          Ed ora, all'ombra,
ancora, delle tue porte pensose
chiuse in silenzio,
dopo il dovere quotidiano, l'umile
Laborioso dovere, nell'incanto
dei lenti colpi della mezzanotte,
l'onnipossente Santo,
grande per tutti i pianti delle madri
grande per tutti impianti delle vedove
con la sua larga fronte
ai confini del cielo errante, reca
la sua speranza, la tua Fede indole
con il suo spirito sul tuo mare, d'onde
verran la tua fortuna e la tua gloria
nuove, o Bianca Città!

                                     Fatto ideale
delle stelle divine, il Temerario
Santo, ancor sogna, certo, nel profondo
della sua mente greve di mistero,
il sogno sfolgorante degli antichi
galere che partirono dalle tue
piagge bionde e sonore per andare,
attraverso i perigli e le tempeste,
verso il Sole levante.    
           
Buona Città dei forti naviganti,
il cuore del tuo Santo clama ancora,
nei cicloni ideali e sulle chiare
Distese degli oceani infiniti,
come un profeta, per il tuo violento
fiero popolo e dolce, sempre acceso
di novelli implacabili fervori,
e per il sacro sogno aquilonare
nella memoria degli idei per sempre
vivo, il cuore del tuo Santo clama ancora
la gioia delle splendide conquiste.

L'anima sua tutta l'Immensità
eguaglia! e il volto d'un'umanità
più fraterna e il secreto
di tempi più felici e la sua anima
sono una cosa sola!      
Allora, è il volto sacro del il Signore
che illumina la tua notte, o Città
bianca dei franchi pellegrini.        

                       Il tuo
cielo eletto alla mia gioia m'ha fatto
amar la terra in cui s'ama e si piange,
e il mio esilio nel quale
sanguina ancora il mio triste passato
è simile all'esilio del tuo Santo
che, sì come il mio spirito perduto,
risogna, sulle tue rive straniere
piene d'arpeggi d'onde melodiose,
guardando fremere di nostalgia
le spighe delle alberature, d'una
allegrezza divina tra bei sogni
ieratici che sognano le vele
verso l'oriente, il Santo Temerario
di Mir risogna ne suo triste esilio
i giardini d'un tempo profumati
di acuto benzoino e di garofani,
risogna i suoi templi dai tetti azzurri
stellanti.
           
                    E la mia anima,
che questa notte a sua severa
immagine riplasma,
sogna, sogna, nel cantico devoto
consacrato alla tua fortuna e alla
tua bella gloria,
o Città eletta dal mio amor, città
che io vedrò pur negli occhi della morte,
dinanzi al chiaro acciaio del tuo mare,
pei lauri sanguinati dei tuoi sogni
lacerati,
l'anima triste sogna gli impossibili
paradisi del suo dolente fato.

                                                     Hrand Nazariantz

composta a "Nor Arax" Villaggio armeno, Bari 1930